Proteste
Nutrie e cinghiali, argine ridotto a un colabrodo
LARCIANO. Mentre il Padule aspetta ancora il costoso intervento compensativo legato al progetto depuratore di Ponte, intervento che si fa ancora attendere, anche la manutenzione ordinaria si fa...
LARCIANO. Mentre il Padule aspetta ancora il costoso intervento compensativo legato al progetto depuratore di Ponte, intervento che si fa ancora attendere, anche la manutenzione ordinaria si fa desiderare. È quanto sostiene l'associazione proprietari "Terra mostra unita", che segnala un progressivo degrado dell'area naturale.
«Il 2 febbraio ricorreva la Giornata internazionale per la salvaguardia delle zone umide – scrive Terra nostra – e, come al solito, abbiamo ascoltato tante belle parole e dichiarazioni di intenti da parte di tutti. Poi, però, nella realtà dobbiamo assistere quotidianamente all'immobilismo più totale. Semmai gli unici argomenti che come al solito vengono proposti, anche perché non costano niente, riguardano ulteriori limitazioni dell'attività venatoria, come se con una semplice tabella sia possibile mantenere e gestire aree così delicate».
«Come associazione proprietari abbiamo ripetutamente segnalato il totale abbandono in cui versa da alcuni anni il Padule, con il famoso progetto compensativo da 5 milioni di euro di interventi idraulici che viene spostato di anno in anno; ma anche con i più elementari interventi di manutenzione che non vengono più eseguiti. Un esempio per tutti: l'argine di contenimento della principale riserva naturale "Criacri-Biagiotti" è diventato un colabrodo grazie nutrie, cinghiali e gamberi, e non è più in grado di assolvere alla propria funzione di contenimento dei livelli idrici minimi necessari alle nidificazioni della fauna palustre».
«Se assisteremo a una primavera poco piovosa – è l'allarme dei proprietari – avremo la principale area dell'ecosistema, che di fatto perderà l'acqua nel periodo più delicato per la fauna, e tutto questo soltanto perché non è stato previsto un intervento di manutenzione da poche migliaia di euro. Bastavano infatti un semplice scavatore e poche decine di ore di lavoro lungo il perimetro dell'argine. Noi crediamo che la salvaguardia di aree così delicate sia possibile solo con quotidiani interventi di monitoraggio e manutenzione, come da sempre noi facciamo nelle nostre piccole realtà, fra l'altro a costo zero per la comunità, e riteniamo anche che serva a ben poco una giornata commemorativa se poi non si fanno seguire alle parole i fatti»
«Consorzio Valdera 4, Provincia, Centro di Ricerca e e via discorrendo – chiude la nota – farebbero bene a ricordarsi tutti i giorni della realtà in cui versa oggi la principale palude interna italiana, vedi l'inquinamento a livelli non più sostenibili, vedi le attuali condizioni idrauliche. Molto spesso il Padule serve invece solo come argomento di discussione finalizzato ad attingere risorse che poi, purtroppo, prendono indirizzi che ben poco hanno a che fare con la sua vera salvaguardia».
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