Sicurezza
Gli ex grillini: «Nessun trasformismo, ma coerenza»
PESCIA. Non trasformismo ma piuttosto coerenza: così i consiglieri di Percorso Comune Angelo Morini e Paolo Varanini replicano all’ex presidente del consiglio comunale Salvatore Leggio (il quale...
PESCIA. Non trasformismo ma piuttosto coerenza: così i consiglieri di Percorso Comune Angelo Morini e Paolo Varanini replicano all’ex presidente del consiglio comunale Salvatore Leggio (il quale aveva ricordato le critiche subite dagli ex 5 stelle per il suo passaggio dal centrodestra al centrosinistra). Al tempo stesso Morini e Varanini ribadiscono le ragioni della loro uscita dal Movimento di Grillo.
«La nostra uscita dal M5S – scrivono – non ha nulla a che vedere col trasformismo politico a cui siamo abituati dalla politica italiana e dal signor Leggio: ricordiamo che Salvatore Leggio, capolista di Pescia è di Tutti (prese il 12% e fece vincere al primo turno il Pd); fino a 8 mesi prima era presidente del consiglio per la giunta Marchi e ci era arrivato militando in An».
«Il M5S ha come nucleo fondante il “non statuto”, la democrazia partecipata. Nell'ultimo anno, palesemente, le decisioni del movimento sono state tutt'altro che partecipate: espulsioni con processi sommari, creazione di un “direttorio” eletto dalle “massime autorità” senza partecipazione degli attivisti e diffusione fra gli “attivisti grillini” della venerazione “dell'amato leader”. Del M5S in cui noi credevamo non è rimasto nulla, ma solo un mostro che sta divorando se stesso. Ma se decine di deputati e consiglieri stanno fuggendo, ci sarà un motivo? Il movimento è stato tradito da quelli che oggi ci chiamano opportunisti e traditori».
«Non siamo noi che ci dovremmo dimettere, ma loro, se hanno un po’ di coerenza – continua la nota – negare la deriva autoritaria di stampo stalinista del movimento è negare il sole. L'onestà è necessaria, ma non è sufficiente per una società migliore: i peggiori regimi dittatoriali della storia non hanno mai rubato, ma si sono macchiati di crimini ben peggiori. Moltissimi cittadini che avevano votato il 5 stelle, hanno fatto un passo indietro, abbiamo visto i risultati alle Europee. Per noi era molto più semplice far finta di niente e andare avanti come si era partiti, ma proprio per la nostra coerenza, per non tradire i principi fondanti del M5S e non deludere chi ci ha sostenuto, siamo andati via e abbiamo scelto di spostarci in “Percorso comune”, non nel Pd o Fi: una lista di cittadini che vuole continuare a sognare e a perseguire gli obiettivi prefissati, con l'onestà e la serietà che ci hanno sempre distinti».
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