Sicurezza
Usura ed estorsione: pensionato arrestato
Indagine della Guardia di finanza dopo la denuncia di un commerciante: tassi arrivati al 120%
MONTECATINI. Nell’arco di poco più di un anno, l’iniziale tasso d’interesse era via via salito, mano a mano che l’ammontare del prestito aumentava, fino ad arrivare al 120 per cento. E a quel punto, il commerciante non ce l’ha fatta più e ha chiesto aiuto alla Guardia di Finanza. Al termine di un’indagine lampo, è stato arrestato all’alba di martedì 3 febbraio a Montecatini, con l’accusa di usura ed estorsione, un pensionato di 74 anni, Giacinto Bonura.
Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal gip del tribunale di Pistoia, gli stessi investigatori impegnati dallo scorso dicembre nell’indagine coordinata dal pubblico ministero Fabio Di Vizio: gli uomini della sezione di polizia giudiziaria della procura e quelli del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale.
Oltre al pensionato arrestato, che ha alle spalle anche vecchi precedenti per reati contro il patrimonio, ad essere indagata, per il solo reato di usura, è anche una donna di 61 anni, anche lei residente a Montecatini: era stata lei a mettere in contatto il commerciante in difficoltà economiche con la “persona giusta” che sarebbe stata in grado di aiutarlo.
Dopo la perquisizione scattata all’alba nella sua modesta abitazione, nel corso della quale le Fiamme gialle hanno sequestrato varia documentazione, il pensionato è stato accompagnato a Pistoia per essere foto segnalato negli uffici della polizia scientifica della questura, per poi essere riportato a casa, dove gli sarà applicato il braccialetto elettronico.
Il commerciante montecatinese, attraverso la donna indagata (la quale, comunque, aveva partecipato anche ai successivi incontri e a cui sarebbe spettata una parte dei guadagni), si era messo in contatto con il pensionato attorno alla metà del 2013.
Inizialmente, rassicurando il suo interlocutore sulle proprie capacità di saldare il debito in tempi brevi, aveva chiesto ed ottenuto un prestito di circa 20.000 euro, ad un tasso iniziale del “solo” 27 per cento, che era già comunque superiore al tasso di usura.
Poi, man mano, il prestito ottenuto era salito fino a circa 40.000 euro complessivi, senza che il commerciante riuscisse a pagare regolarmente le mensilità degli interessi. Ad ogni successivo incontro per chiedere altro denaro, l’accordo veniva rivisto, con il tasso che è cresciuto via via, arrivando alla fine al 120 per cento. E via via erano arrivate anche le minacce, ogni volta più pesanti, da parte del pensionato, sempre più preoccupato circa la possibilità di rientrare in possesso del proprio capitale. Lo scorso dicembre il commerciante, impaurito ed esasperato, ha deciso di sporgere denuncia. E sono scattate le indagini.
Gli uomini delle Fiamme gialle hanno piazzato una telecamera spia nell’ufficio dell’esercizio commerciale in cui avvenivano gli incontri, riuscendo a registrare immagini e conversazioni delle trattative per le ulteriori ricontrattazioni dei prestiti.
E’ stato quando le indagini erano già in corso che il pensionato si è reso protagonista di un episodio stile “Soliti ignoti” dell’estorsione. Per rendere più credibili le sue minacce, una notte ha raggiunto il negozio della sua vittima e gli ha spaccato la vetrina, non accorgendosi però che alle sue spalle c’era una pattuglia della polizia che lo stava osservando: portato in commissariato, era stato denunciato a piede libero.
Le indagini delle Fiamme gialle adesso andranno avanti per esaminare la documentazione sequestrata in casa dell’arrestato: da verificare se quello ai danni del commerciante sia o meno l’unico episodio di usura messo in atto dal pensionato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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