Attenzione
Il gran balletto delle cifre sullo scheletro della piscina
Una settimana fa la visita al cantiere delle Leopoldine (fermo da quasi 4 anni) del candidato governatore Donzelli. Che sbotta: «Un teatrino grottesco»
MONTECATINI. La scorsa settimana siamo entrati nella “madre di tutte le polemiche”, lo stabilimento Leopoldine. Camminare tra le reti protettive e le passerelle di un cantiere fermo dal marzo 2011 ci ha dato l’effetto di vivere un déjà-vu: l’ultima volta, infatti, un paio di anni fa, i lavori erano allo stesso punto se si eccettua la trivellazione di un nuovo pozzo che servirà ad alimentare la piscina da 2.500 metri cubi d’acqua e anche altri stabilimenti.
Muri scrostati, qualche scritta vergata da un writer temerario (quanto incosciente, visto che si parla di un bene protetto dalla Soprintendenza), pancali di materiale non ben identificato, teloni di plastica, resti di decorazioni del secolo scorso. Tutto uguale, sembra che da quel fatidico 2011 niente si sia smosso in quello che dovrebbe invece costituire la grande (e unica) speranza di rilancio di Montecatini. Il sopralluogo era stato richiesto da Giovanni Donzelli, candidato alla presidenza della Regione. «Voglio farmi un’idea più precisa di ciò che sta succedendo da queste parti», ha detto prima di varcare la soglia dell’ormai ex-cantiere. E allora via alla girandola di numeri, snocciolati a Donzelli da Gino Lenzi (ingegnere delle Terme) e dagli architetti dello studio Rossi-Prodi (direzione del cantiere): il costo complessivo dei lavori è di 24,5 milioni di euro (in una prima fase ci si doveva fermare a 16), ma a questi si dovranno aggiungere i costi degli arredi non fissi (scrivanie, lettini, vasche) e, soprattutto, del fermo cantiere e degli interessi che, a oggi, ammontano a 1,5 milioni secondo la società, ma sono invece 14 per le imprese costruttrici. Finora sono stati fatti interventi per 8,5 milioni (ma le imprese sono ancora scoperte di 3 milioni), mentre altri 3-4 sono stati girati allo studio Fuksas e ad altri professionisti.
Stop, riavvolgiamo il nastro: quanti soldi mancano ancora a finire queste “benedette” Leopoldine? A risponderci è stato, sabato, l’amministratore unico della società, Fabrizio Raffaelli. «Con 18,6 milioni – ha detto l’Au - portiamo a termine i lavori della prima fase (piscina e spogliatoi), poi ne serviranno altri 4-5 per completare l’area benessere. Con il mutuo sono 8,3 milioni, più il residuo dell’aumento di capitale della Regione si arriva a 10; altri 5 arriveranno dallo sblocco dei fondi del Cipe; 2 da uno speciale finanziamento dalla ditta che si occupa dell’impiantistica e altri 5-600mila euro deriveranno da un abbattimento dei costi. In totale mancherebbe circa un milione, che potrebbe essere coperto da un ulteriore impegno da parte dei soci. In queste cifre sono compresi anche i costi pregressi, oneri di fermo cantiere, interessi e Iva. È, in definitiva, il costo finale».
Soddisfatto, candidato Donzelli? Nient’affatto. Il consigliere regionale torna ora alla carica. «Mentre la Regione e l’amministrazione da essa nominata per le Terme bisticciano sulla gestione, ogni giorno che passa con i cantieri fermi vanno in fumo diecimila euro di soldi pubblici. È veramente grottesco il teatrino che stanno mettendo in scena Regione e Comune, in un caos pazzesco fatto di scambi di accuse al vetriolo. E adesso i cittadini toscani, oltre ai soldi che sono chiamati a pagare per le inefficienze nella gestione del cantiere delle Leopoldine, dovranno persino pagare un ulteriore consulente, che va ad aggiungersi a Raffaelli, di fatto esautorato dall’assessora Nocentini». E per conoscere il compenso che percepirà Arabella Ventura, Fratelli d’Italia annuncia anche un’interrogazione. (d.m.)
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