Sicurezza
Come preservare la biodiversità
Un seminario sulla particolarità delle piante nel Padule di Fucecchio
LARCIANO. Sabato alle 16, al Centro visite del Padule di Fucecchio a Castelmartini, si svolgerà un seminario teorico-pratico su “Le piante delle zone umide: una ricchezza minacciata”. L'evento chiude il progetto “Salvaguardia della biodiversità vegetale del comprensorio del Padule di Fucecchio” che ha visto la partecipazione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule e dell’Istituto Tecnico Agrario “Anzilotti” di Pescia (con il contributo della Fondazione Caript). Il seminario parlerà della situazione delle piante legate alle zone umide d’acqua dolce, una delle componenti della biodiversità che rischia maggiormente di scomparire in tempi brevi: per evitare l’estinzione di molte specie occorre procedere a programmi di riproduzione e coltivazione “ex situ” (al di fuori del loro ambiente naturale), in modo da conservare materiale genetico vitale che potrà essere reintrodotto in natura. Questa è stata la motivazione del progetto, che si è articolato in varie attività: dal monitoraggio delle ultime “stazioni” presenti in natura, alla riproduzione e coltivazione delle specie più minacciate. Le pratiche sono state condotte con la coltivazione in appositi mastelli e con la micropropagazione in vitro, che permette di mantenere in spazi ristretti il germoplasma vitale miniaturizzato. In occasione del seminario sarà esposto al pubblico per la prima volta l’erbario del Centro di Ricerca del Padule: una collezione di oltre 200 preparati di piante raccolte nell'area umida da due botanici autodidatti, Massimo Astarita e Marco La Rosa.
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