Attenzione
«Terme Leopoldine? Manca solo un milione»
Montecatini, l’amministratore unico Fabrizio Raffaelli svela i conti e insiste per firmare il mutuo: «Le condizioni sono migliorate»
MONTECATINI. «Se il problema sono io, tranquillizzo tutti: avevo già deciso di non accettare un eventuale secondo mandato da amministratore unico delle Terme».
Dopo l’attacco da parte dell’assessore regionale al turismo Sara Nocentini (“Serve una decisa rivisitazione della governance”) la replica di Fabrizio Raffaelli è pacata, ma decisa. Ma su un punto si mette decisamente di traverso alle parole in arrivo da Firenze: «Non è vero che le nuove condizioni del mutuo sono peggiorative, anzi, i termini sono ora oggettivamente migliori». In pratica ci sarebbero i presupposti (anche economici) per ripartire: basterebbe firmare l’emendamento al mutuo contratto con le banche. «Ai soci – dice Raffaelli – ho sempre dato tutte le informazioni possibili».
L’amministratore unico entra poi nello specifico della rinegoziazione del mutuo con le banche: in totale 28,3 milioni di euro, dei quali 20 già erogati. «Sono stato 16 mesi a lavorare su questo punto, fino a ottenere, a novembre, un testo definitivo che presenta condizioni migliori di quelle capestro stabilite nel 2008». Condizioni che Raffaelli elenca in 6 punti: spostamento al 31 dicembre 2016 del rimborso della prima rata sulla quota capitale; sblocco dei pagamenti pregressi nei confronti delle imprese costruttrici; aumento della percentuale (dal 70 all’80) nell’erogazione rispetto allo stato di avanzamento dei lavori; libertà nel gestire gli introiti derivanti dalla vendita degli immobili fino a 15 milioni (oltre tale cifra le banche si trattengono l’80%, a fronte del 100% precedente); obblighi finanziari scaduti nel 2012 spostati al 2016; rata finale da 11 milioni da versare alle banche, anziché rimborsi annuali più alti e rata finale da 8,5 milioni. «Resta il fatto – commenta Raffaelli – che restituire l’intero mutuo in 7 anni è insostenibile e le banche ne sono consapevoli. Per questo c’è la disponibilità di Bnl di inserire di una clausola di revisione: in pratica a primavera 2016 si farà una sorta di “tagliando” sulla durata e sugli obblighi finanziari».
In definitiva solo una condizione appare peggiorativa rispetto a quelle iniziali: il tasso, che da 2,50% (per la parte fondiaria) e 2,75% (per la parte rotativa), passa al 3,5%.
«È mutata la situazione bancaria generale e gli istituti puntavano al 4%», spiega Raffaelli. Ma quanti soldi mancano ancora a finire queste “benedette” Leopoldine? «Con 18,6 milioni – risponde l’Au - portiamo a termine i lavori della prima fase (piscina e spogliatoi), poi ne serviranno altri 4-5 per completare l’area benessere. Con il mutuo sono 8,3 milioni, più il residuo dell’aumento di capitale della Regione si arriva a 10; altri 5 arriveranno dallo sblocco dei fondi del Cipe; 2 da uno speciale finanziamento dalla ditta che si occupa dell’impiantistica e altri 5-600mila euro deriveranno da un abbattimento dei costi. In totale mancherebbe circa un milione, che potrebbe essere coperto da un ulteriore impegno da parte dei soci. In queste cifre sono compresi anche i costi pregressi, oneri di fermo cantiere (una trattativa con le imprese di costruzione è ben avviata sulla base di 1.100 euro al giorno e non sui ventilati 9.900), interessi e Iva. È, in definitiva, il costo finale».
Chiusura con una precisazione sul pareggio dei costi di gestione alle Leopoldine: dopo gli 800 clienti al giorno emersi nel corso dell’ultimo sopralluogo e i 300 dichiarati dal sindaco in consiglio comunale, Raffaelli svela che la verità, come al solito, sta nel mezzo.
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