Attenzione
Troppe polveri sottili ma solo 4 Comuni sono intervenuti
Nonostante gli sforamenti, solo Monsummano, Montecatini Pieve e Massa hanno emesso delibere contro l’inquinamento
MONTECATINI. C'è il rischio di dover circolare a targhe alterne, di vietare il transito ai mezzi Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 e di inaugurare le domeniche ecologiche.
C'è il rischio di dover varare un serio piano anti-smog. Potrebbero essere queste le conseguenze sul nostro territorio se le polveri sottili presenti nell'aria dovessero continuare a superare i valori imposti per legge (cioè 50 microgrammi a metro cubo). Ad oggi, nei primi trenta giorni dell'anno, le Pm 10 (il particolato inquinante) già per quindici volte hanno sforato i limiti alla stazione di rilevamento, che è la colonnina di Capannori (metro di riferimento, in verità, piuttosto assurdo).
E solo quattro Comuni della Valdinievole (Monsummano, Montecatini, Pieve a Nievole e Massa Cozzile) hanno emesso le ordinanze preventive a tutela della qualità dell'aria, primo passo per abbassare queste particelle microscopiche dannose per la salute dei cittadini.
Le altre sette amministrazioni della Valdinievole (da Pescia a Lamporecchio), però, non hanno ancora adottato questa misura per il contenimento dell'inquinamento atmosferico.
Eppure lo richiedono leggi statali e regionali, e anche un “disciplinare” sottoscritto da tutti i Comuni nel 2011, normative che prevedono una serie di interventi condivisi da attuare prima del quindicesimo superamento del valore limite. A questo punto, come detto, ci siamo già.
Nei bollettini giornalieri dell'Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale) è possibile monitorare l'andamento delle polveri sottili: a Capodanno, per esempio, veniva registrata una quota di 90, il giorno dopo di 98, due giorni dopo di 112, tre giorni dopo di 92 e così via.
In pratica, soltanto nei giorni che vanno dal 10 al 11, dal 16 al 18 e dal 20 al 26 gennaio le sostanze inquinanti presenti nell'aria rientravano nei valori di riferimento. Sono quindi necessari provvedimenti condivisi a livello comprensoriale per contrastare l'aumento dello smog.
Nelle ordinanze si impone la riduzione a nove ore del funzionamento degli impianti di riscaldamento (e la riduzione a diciotto gradi della temperatura), il divieto di scaldare i motori dei veicoli da fermo, l'obbligo di spegnere i motori in sosta soprattutto nei centri abitati, il divieto di accensione di fuochi all'aperto con combustione di biomasse e l'intensificazione della vigilanza stradale da parte della polizia municipale.
Ma ben sette amministrazioni comunali non hanno ancora disposto queste misure. E, se la situazione non migliorerà, nuove e più importanti limitazioni potrebbero scattare a breve: il divieto di circolazione ai mezzi adibiti al trasporto merci con motori diesel Euro 2 e 3 e benzina Euro 2, nonché per gli Euro 1, sia benzina che diesel, anche destinati al trasporto persone.
Non sono esclusi dal blocco i ciclomotori a 2 tempi.
L'interdizione al transito riguarderebbe prima i centri storici, poi tutto il perimetro delle città.
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