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Sfonda la porta e picchia l'ex della madre

Sfonda la porta e picchia l'ex della madre

Diciannovenne arrestato a Pieve a Nievole dai carabinieri. Vecchi rancori all'origine dell'aggressione all'uomo di 65 anni

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PIEVE A NIEVOLE.  Dopo aver ripetutamente suonato il campanello senza ottenere risposta, in preda ai fumi dell'alcol ha sfondato con un calcio la porta di casa e si è avventato contro l'ex compagno della madre. E' con l'accusa di violazione di domicilio e percosse che, nella serata di venerdì 30 gennaio, a Pieve a Nievole, i carabinieri hanno arrestato un diciannovenne incensurato. Vittima dell'ira del giovane, dovuta probabilmente a vecchie ruggini, un uomo di 65 anni, del posto.

A bloccare il giovane sono stati i militari della Stazione di Marliana, intervenuti nell'abitazione dell'uomo, in via Empolese, stessa strada in cui abitano il ragazzo e la madre. E' stato lo stesso ex convivente della donna a spiegare ai carabinieri ciò che era avvenuto. Colpito ripetutamente al volto, l'uomo è scappato in strada in pigiama e ha raggiunto la stazione dei carabinieri in auto, ma non ha voluto comunque farsi accompagnare all'ospedale per farsi medicare le contusioni al volto e refertare.

I militari dell'Arma hanno rintracciato il giovane poco dopo, sempre nell'abitazione dell'ex della madre, e lo hanno arrestato. Il pm di turno ha disposto per lui gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima in tribunale, a Pistoia. Nella mattinata di sabato 31 gennaio, il giudice monocratico ha convalidato l'arresto, applicando al ragazzo la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima dell'aggressione. Concessi i termini a difesa, il processo è stato quindi rinviato a mertedì 3 febbraio.

Secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri, nella serata di venerdì il diciannovenne, complice anche l'alcol che aveva nel sangue, ha deciso di raggiungere la casa dell'ex convivente della madre, che tra l'altro aveva a lungo considerato come un padre, per rinfacciargli i maltratamenti a cui, a suo dire, subiti negli anni dalla donna e da lui stesso.

Intuendo che il figlio era fuori di se, la madre ha telefonato all'ex per avvertirlo e l'uomo, quando ha sentito suonare il campanello, non ha aperto la porta. Porta che però il ragazzo ha sfondato con un calcio, tirato, secondo quanto ha raccontato in seguito, più per rabbia che con l'intento di spalancarla. Fatto sta che a quel punto ha fatto irruzione e si è scagliato contro il sessantacinquenne.

Le versioni dei due protagonisti a questo punto divergono: è spuntato un coltello, non si sa se brandito dall'uomo per difendersi oppure afferrato per aggredirlo dal ragazzo. In ogni caso quest'ultimo, nella colluttazione che ne è seguita, si è ritrovato con un graffio su una guancia provocato dalla lama.

Questione di secondi, è l'uomo è riuscito a divincolarsi e a scappare in strada. Il giovane invece è rimasto nell'appartamento, sfogando la sua furia su ciò che aveva intorno, iniziando dal televisore. A calmarlo ci ha pensato a suon di sonori ceffoni uno zio, accorso sul posto avvertito dalla mamma del ragazzo. Poco dopo, l'arrivo dei carabinieri e l'arresto.

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