Il dolore
Afrodisiaka divide Montecatini, categorie spaccate
Duro attacco anche della consigliera Silvia Motroni: "Una città candidata a diventare patrimonio dell'umanità che potrebbe essere scartata per un evento del genere"
MONTECATINI. C’era da aspettarselo. Non appena arrivata la conferma dello svolgimento della fiera erotica “Afrodisiaka” (a fine marzo al teatro Verdi) si è scatenato un vespaio di polemiche che, probabilmente, ci accompagneranno fino alla ripartenza dell’ultima pornostar da Montecatini. La kermesse dell’erotismo made in Toscana, fatta di spettacoli, stand di settore e spazi dedicati ai locali per il divertimento maschile e (assicurano gli organizzatori) anche femminile, ci sta provando ad “addolcire” la pillola, avendo dichiarato che l’obiettivo della fiera è anche quello di “aprire le porte a chi crede che l’erotismo sia solo un mondo marcio”. E poi nei giorni dell’evento verranno organizzati anche spettacoli comici e incontri, ai quali sarà possibile aderire gratuitamente, dove saranno trattati temi di varia natura: dalla violenza sulle donne all’omofobia, passando dal sesso per i disabili. Appuntamenti ai quali saranno invitati giornalisti, opinionisti e politici. Ma non basta.
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Le prime a farsi sotto sono state le associazioni di categoria che, riunite nell’Intersindacale, stanno faticosamente cercando di portare la città verso le famiglie (e, soprattutto, viceversa). Un obiettivo perseguito anche dalla Regione e che ha trovato la sua più completa realizzazione nella Città del Natale. Proprio per questo Afrodisiaka era stata costretta a rimandare il suo appuntamento da metà gennaio (troppo vicino al Natale, si era detto allora) a un altro periodo dell’anno. Ora, arrivata la notizia che si terrà a fine marzo, la cosa non è stata assolutamente presa bene da qualcuno. Gli albergatori si sono spaccati, tra chi vede la manifestazione come un potenziale business (e a dire il vero ci sono già stati contatti per prenotare diverse camere) e chi pensa, invece, che possa vanificare il buon approccio con il pubblico delle famiglie. Tanto più, si dice, che di lì a pochi giorni ci sarà la Pasqua, con tanti eventi in calendario dedicati proprio ai bambini. E poi c’è Facebook, dove si dà libero sfogo alla polemica (e dove viene ovviamente messa nel mezzo anche l’amministrazione, dimenticando che si tratta di un contratto tra soggetti privati). Tra i “rivoltosi” si segnala la consigliera comunale Silvia Motroni, che prospetta conseguenze semi-apocalittiche: «Mentre noi in Comune lavoriamo tutti i giorni perché Montecatini venga conosciuta come città per le famiglie scrollandosi di dosso quei terribili epiteti che la vedevano invece nota per la prostituzione, c’è chi per il vile danaro affitta il teatro proprio la settimana santa. Una città candidata a diventare patrimonio dell’umanità che potrebbe rischiare di essere scartata proprio per un evento del genere. Ho combattuto oggi, combatterò domani e li combatterò per essere venuti a casa nostra a sporcare le nostre strade. Montecatini non ha bisogno di sesso, ma di pace».
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