La protesta
Strappato a Ponte Buggianese uno degli striscioni dedicati al Giorno della Memoria
Il triangolo rosso con la scritta "antifascisti" (che rappresentava i prigionieri politici dei lager) portato via nella notte dalla scuola Don Milani
PONTE BUGGIANESE. A qualcuno, evidentemente nostalgico, quella scritta non andava giù. Ed è così che nella notte tra mercoledì 28 e giovedì 29, quello striscione è stato strappato via, nemmeno 48 ore dopo la “Giorno della memoria” che quell’installazione voleva celebrare.
Stiamo parlando del triangolo rosso, con la scritta “antifascisti”, che assieme ad altri triangoli, di diverso colore, era stato aoppeso sulla facciata dell’istituto Don Milani di Ponte Buggianese. Una rappresentazione dedicata ai simboli (oltre alla stella di David utilizzata per gli ebrei anche triangoli di diversi colori) utilizzati dai nazisti per distinguere la categorie dei prigionieri nei campi di concentramento (comunisti, zingari, testimoni di geova e così via). Ebbene, quel triangolo, e proprio quel triangolo con quella scritta (antifascisti) è stato strappato nel corso della notte. Un gesto squallido, scoperto la mattina del 29.
«Alle prime luci dell'alba – spiega il sindaco di Ponte Buggianese Pierluigi Galligani (che è anche presidente del Comitato Martiri del Padule di Fucecchio) – mi è stato segnalato che nottetempo persone ignote hanno strappato uno striscione con la scritta “antifascisti” nell'installazione posta sulla facciata dell'edificio dell'istituto scolastico Don Milani. Lo striscione era, insieme ad altri, posto in quel luogo in occasione del Giorno della Memoria dagli alunni della scuola. Infatti, come ci spiega un comunicato della scuola stessa, nell'allestimento vi è riportata la frase: “Siamo nel vento”, una frase per non dimenticare i milioni di persone che sono state torturate, uccise e bruciate nei forni crematori dei campi di concentramento, per non dimenticare l'orrore dell'olocausto, perpetrato con ferocia dai nazisti contro ogni genere di diversità razziale, culturale, religiosa e politica».
«Il senso di indignazione e di condanna – prosegue Galligani – è il primo sentimento che nasce dal profondo dell'animo per questo gesto che offende e calpesta il sentimento di libertà di ciascuno di noi. Offende ancor più perchè vuole colpire il significato della ricorrenza e la libera espressione di giovani cittadini che, nel loro percorso didattico di maturazione civile, hanno liberamente ricordato le vittime innocenti di quella orrenda stagione della nostra storia. Fa molto male pensare che il germe dell'intolleranza alligna come un demone nelle menti di chi, ancor oggi, compie gesti simili, ma, nello stesso tempo, ci deve ricordare che la difesa dei valori fondanti della nostra democrazia, che stanno alla base del nostro vivere quotidiano, non sono da mettere in discussione, ma devono essere ancor oggi riaffermati e vissuti».
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