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Leopoldine, la soluzione sarà in un protocollo

Leopoldine, la soluzione sarà in un protocollo

In consiglio il sindaco ha annunciato che Regione e Comune si sono dati due mesi per ridefinire l’assetto futuro della società garantendo i finanziamenti necessari

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MONTECATINI. Sceglie di parlare prevalentemente di terme il consiglio comunale di ieri sera, a dispetto dei 18 punti annunciati, tra i quali anche varie interrogazioni come quelle sul servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e sul giro d'Italia. Il sindaco Giuseppe Bellandi parla, in diretta streaming (per la prima volta nella storia delle assise comunali), e di fronte a un folto pubblico, per 55 minuti filati. Il primo cittadino fa il riassunto delle puntate precedenti, ricorda le difficoltà legate alle banche e alla realizzazione del progetto Fuksas. Rammenta, poi, la richiesta di tagli sui costi di produzione e del personale che ha avuto, tra le conseguenze, i contratti di solidarietà. «Ci sono state, come noto, incomprensioni - commenta Bellandi - con l'architetto Fuksas da superare. Necessità di risparmiare sul progetto industriale iniziale. Senza snaturare il progetto si potranno risparmiare, secondo l'architetto, 3 milioni di euro, almeno per cominciare. La portata di acqua termale è idonea. C'è stato un cambio di governance in Regione, dalla Scaletti alla Nocentini. Finalmente, dopo quattro anni di secche, qualcosa si sta muovendo. Abbiamo intrapreso un percorso, secondo le indicazioni della Regione, per arrivare a individuare un protocollo che garantisca gli investimenti, garantisca gli investitori, garantisca la gestione. Lo ha chiesto espressamente il presidente della Regione Enrico Rossi. La proprietà, non più tardi di lunedì, ha parlato con le banche. Abbiamo parlato dei tre punti cardine indicati dal presidente della Regione. Abbiamo, comunque, ancora la disponibilità delle banche a derogare il mutuo. Da qui a dicembre 2016 abbiamo tempo. C'è una forte volontà da parte di tutti di garantire le nostre terme, la nostra storia, le scelte fatte. Sulle terme abbiamo sempre deciso insieme con l'opposizione».

Il sindaco conclude ufficializzando la notizia dell'apertura da parte del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) per sbloccare fondi e finanziamenti necessari per la riqualificazione delle Leopoldine, attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione. Un colpo di teatro atteso ma arrivato solo nel pomeriggio, in fondo al lungo elenco delle deliberazioni del Cipe.

Insomma, ricapitolando, grazie anche all’aiuto del Cipe la Regione ha intenzione di portare a termine l’operazione Leopoldine. Un investimento complessivo che andrà a sfiorare i 50 milioni di euro, a quanto pare (la cifra è stata fatta dal consigliere di Forza Italia Lapenna nel suo intervento). Se 20 sono già stati erogati, altri 8,3 sono i milioni che ballano con la rinegoziazione del mutuo, ne mancano una ventina o poco più. Come trovare le specifiche, anche tecniche, di questa operazione sarà compito, appunto, del “protocollo” a cui lavoreranno tecnici regionali e comunali. Ma proprio su quel tavolo si passa a discutere di qualcosa di più complicato della sola (di per sé difficilissima) operazione Leopoldine, si parlerà della ridefinizione complessiva dell’assetto societario delle Terme spa. E delle proprietà immobiliari. Insomma, non si va molto lontano dalla realtà se si ipotizza che la Regione pretenderà, in cambio, la proprietà sulle future Leopoldine, e forse anche di qualche altro immobile. E a questo punto bisognerà vedere in quale veste. Il gruppo tecnico ha due mesi di tempo per portare le proprie conclusioni.

Tornando al dibattito, Riccardo Sensi (Mi piace Montecatini) ha ricordato che «siamo nelle secche da quasi 18 anni ma stasera mi sento più che mai uno strumento insufficiente, perché non ho capito. Chiedo al sindaco di essere più preciso. Vorrei capire in cosa consiste il protocollo d'intesa. Il protocollo è solo politico o ha efficacia giuridica? Quanti soldi arriveranno? Siamo certi che non si tratti dei soliti annunci? Il primo cittadino deve dare risposte concrete».

Bellandi ha ammesso: «Sono le stesse domande che ho posto io. Vi garantisco che tutto passerà dal consiglio comunale». Luca Baroncini, della lista di Sensi affonda: «Possiamo dare alle persone che sono venute qui una risposta chiara? I lavori verranno conclusi?». Bellandi ha confermato che il fine ultimo è il rilancio totale delle terme.

Giovanna La Porta

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