Sicurezza
Non versava i soldi del ticket, condannata
Corte dei Conti: tabaccaia monsummanese dovrà rimborsare i soldi incassati per l’Asl di Pistoia
MONSUMMANO. Incassava i soldi del ticket sanitario, ma poi non li versava all’Asl. Per questo motivo la titolare di una tabaccheria di Monsummano è stata condannata a pagare oltre 6mila euro (la cifra incassata più gli interessi) all’Azienda sanitaria.
Lo a stabilito la Corte dei conti della Toscana con una sentenza dello scorso ottobre, ma pubblicata solo pochi giorni fa. Protagonista della vicenda Elisabetta D’Isanto, titolare dell tabaccheria e ricevitoria “Il Cavallino”, cuio è stato contestato il mancato versamento di quanto dovuto nella sua qualità di gestore del cosiddetto servizio “T Serve”. Il “T Serve” altro non è che un servizio telematico che consentiva ai gestori di tabaccherie che vi aderivano di svolgere il compito di sportello per conto di enti convenzionati (come, in questo caso, l’Asl 3), con l’obbligo per il tabaccaio di girare settimanalmente all’ente cui era legato le somme incassate per suo conto.
Ebbene, dai controlli svolti sarebbe emerso che la tabaccaia monsummanese avrebbe trattenuto oltre 5mila euro (per l’esattezza 5.659,19 euro) incassati per i ticket e che avrebbero dovuto essere girati all’Azienda sanitaria.
Dopo un primo risvolto giudiziario, con la sentenza del tribunale di Pistoia che condannava la donna, c’è stato quello contabile, con il coinvolgimento appunto della Corte dei Conti, chiamata a decidere sul risarcimento del danno erariale. La Corte ha riconosciuto la stima fatta dalla procura contabile, condannando la donna al pagamento di 6.384 euro e 86 centesimi (ossia i 5.659,19 euro che non avrebbe versato più gli intereressi calcolati a partire dal primo gennaio 2013). Una cifra che, inoltre sarà costantemente rivalutata sino a quando non verrà rimborsata. A questa somma poi si aggiungono anche 163,51 euro di spese processuali.
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