Lutto
Piscina alle Leopoldine, i lavori si allontanano di nuovo
Ennesimo incontro con le banche per il mutuo alle Terme di Montecatini ma in consiglio comunale non verrà comunicata la fatidica data
MONTECATINI. Non è stato risolutivo l’ennesimo incontro che è andato in scena lunedì 26 gennaio tra Comune di Montecatini e pool di banche finanziatrici delle Terme. Il rischio è ora che mercoledì 28, in un attesissimo consiglio comunale, l’amministrazione sia in grado di dare degli indirizzi, ma non di tracciare un percorso definitivo in vista della riapertura del cantiere alle Leopoldine e del rilancio della società di viale Verdi. In mezzo a queste incertezze si inseriscono anche due ulteriori punti di rottura: una conferenza stampa annunciata dall’amministratore unico Fabrizio Raffaelli e il sopralluogo - proprio alle Leopoldine - che oggi vedrà protagonista il candidato a presidente della Regione Giovanni Donzelli.
Avanti, ma con giudizio. Se in tanti avevano sperato che fosse il consiglio comunale di mercoledì il “D-day” da cui far ripartire tutto, ci sono – a oggi – motivi per dubitare che verranno fatte dichiarazioni definitive sulla strada da percorrere e sui tempi precisi da seguire. Il nodo dell’accordo con le banche (con “la proposta di revisione del contratto di mutuo che appare decisamente insostenibile e in parte peggiorativa rispetto alle precedenti condizioni”, come ha scritto l’assessore regionale Sara Nocentini) è ben lungi da essere sciolto. Dal sindaco ci si aspetta pertanto un’analisi a 360 gradi della situazione e una serie di indirizzi che dovranno essere seguiti nei prossimi mesi, ma non un ben delineato piano operativo. In parole semplici: difficilmente saranno dati i tempi della ripartenza dei lavori alle Leopoldine.
“Meglio vendere”. E proprio al cantiere “infinito” è prevista per martedì 27 una visita di Giovanni Donzelli, avversario di Enrico Rossi nella sfida per guidare la Toscana nei prossimi 5 anni. «In questa vicenda – dice – la Regione ci ha capito ben poco. Nella Finanziaria, infatti, sono sì previsti fondi per le aziende termali, il problema è come poi vengono spesi: soldi a patto che vengano conclusi i lavori o nessun vincolo? Mancano una linearità amministrativa e un progetto serio e si continua ad annaspare. Privatizzare le Terme? E chi le piglia, meglio sarebbe allora provare a venderle».
Le precisazioni dell’Au. Un altro appuntamento da segnare nell’agenda termale è la conferenza stampa convocata da Fabrizio Raffaelli per sabato 31 gennaio. All’oggetto delle non ben specificate “precisazioni”. Ma dalla Palazzina Regia, nonostante la malcelata sfiducia nei suoi confronti da parte della Regione (serve una “decisa rivisitazione della governance societaria”, ha scritto l’assessora), a scanso di equivoci si fa sapere che l’Au, per quanto amareggiato della situazione, non ha alcuna intenzione di dimettersi, ma di voler aspettare la naturale scadenza del suo mandato, prevista per maggio.
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