Il Tirreno

Montecatini

Aziende unite per fare le scarpe

Gli operai più bravi e esperti vanno in pensione, iniziativa comune per difendere e rilanciare il settore

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MONSUMMANO. Fare le scarpe (nel senso letterale del termine) è un’arte, e chi lavora nel settore – specialmente in un distretto come il nostro che punta sulla qualità – deve avere un’alta specializzazione. Per questo una delle preoccupazioni del settore calzaturiero valdinievolino è rappresentata dal ricambio generazionale, perché molti degli operai più esperti ancora in attività sono in là con gli anni, più o meno vicini alla pensione, e quando mancheranno le loro abilità e le loro esperienze.

Per questo serve un piano di monitoraggio delle professionalità richieste, così da lavorare in modo specifico sulla formazione. E proprio in questa direzione si stanno muovendo le imprese calzaturiere della Valdinievole, che si sono riunite chiudendo l’incontro al motto di “L’unione fa la forza”.

Un incontro, si legge sulla nota di Confindustria, caratterizzato da «una massiccia partecipazione e soprattutto un rinnovato spirito di condivisione che sono segnali importanti rispetto alle iniziative portate avanti dalla sezione calzaturiera di Confindustria Pistoia».

Molti gli argomenti affrontati durante la riunione: formazione, cultura del settore nelle aziende e nelle scuole, finanziamenti e agevolazioni per le imprese, lo sviluppo del laboratorio Ceq. Il percorso intrapreso dal presidente della sezione calzature, Federico Bartoli di Tigerflex, ha visto fin da subito il coinvolgimento delle imprese nella rilevazione dei fabbisogni del settore.

Durante la riunione è stato condiviso il metodo di lavoro dei prossimi mesi che vedrà realizzare una mappatura strutturata delle competenze presenti nei vari reparti aziendali e dei fabbisogni futuri anche in relazione all'età media dei lavoratori. Da questo scaturiranno “job description” e programmi didattici allineati rispetto alle necessità del territorio.

«Stiamo dando corpo - commenta il Presidente della sezione Federico Bartoli - alla programmazione delle iniziative che abbiamo condiviso nei mesi scorsi con le Istituzioni e con le imprese. In questi mesi di incontri con i colleghi imprenditori nelle loro imprese ho trovato una grande apertura rispetto ai temi della scuola calzaturiera e di promozione di specifiche attività per mantenere la cultura calzaturiera del nostro distretto e trasmettere ai giovani l'importanza e la bellezza di fare scarpe nel nostro territorio».

In questo senso va il bando di concorso di Assocalzaturifici destinato ai bambini delle scuole elementari medie e superiori “Shoesbook: parliamo di scarpe”, che Confindustria Pistoia sta promuovendo in tutti gli istituti, così come la programmazione di visite dei nostri imprenditori ad aziende nazionali eccellenti, la prima delle quali si svolgerà il 12 marzo a Poltrona Frau.

«Credo molto - prosegue Bartoli - nello scambio di esperienze e nella contaminazione tra settori diversi per migliorare l'organizzazione delle imprese calzaturiere, che si stanno evolvendo rapidamente, pur mantenendo le caratteristiche di aziende familiari con un prodotto di qualità e comunque artigianale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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