Sicurezza
A Pescia telecamere a infrarossi contro le discariche abusive
I mucchi di rifiuti abbandonati spuntano come funghi in periferia e in montagna, per contrastare il fenomeno è stato deciso di ricorrere anche alla protezione civile
PESCIA. Le discariche abusive spuntano come funghi, e dal Comune si pensa alle contromisure. Un servizio di vigilanza ambientale per prevenire e, se necessario, sanzionare i danni contro il patrimonio ambientale e naturalistico della città: questa la risposta dell'amministrazione per contrastare il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti e, più in generale, delle violazioni in materia ambientale, che sempre più di frequente si verificano in diverse parti della città e anche in montagna.
Solo nelle ultime due settimane sono stati segnalati almeno 5 abbandoni abusivi nelle zone di Veneri, Pietrabuona, Aramo e Ponte di Castelvecchio. Per lo più si tratta di rifiuti speciali eterogenei non pericolosi, costituiti da mobili, attrezzature per l'edilizia, materiale plastico e calcinacci, ma è capitato anche di rinvenire diverse lastre di amianto. Questo tipo di materiale andrebbe smaltito da ditte specializzate, in discariche appositamente realizzate e i costi per la messa in sicurezza e per lo smaltimento sono molto elevati. Il servizio di vigilanza ambientale, istituito con un’apposita delibera dalla giunta, sarà svolto dalle guardie ambientali volontarie (in sigla Gav) in collaborazione con la polizia municipale.
«I volontari sono guardie giurate – spiega l'assessore all'ambiente Marco Della Felice – e saranno a disposizione della polizia municipale e dell'ufficio ambientale per prevenire, educare, informare e controllare i comportamenti in ambito ambientale. Il nostro obiettivo primario non è la repressione, ma la prevenzione, fermo restando che col controllo le violazioni verranno sanzionate».
Il controllo sarà garantito, oltre che dalla presenza fisica delle guardie ambientali, anche da alcuni mezzi tecnologici come telecamere con illuminatori a infrarossi, invisibili all'occhio umano, che consentono riprese perfette anche nel buio assoluto. Un'altra novità in ambito ambientale è costituita dall'intervento tempestivo, sul posto dove è stata segnalata una discarica abusiva, dei volontari di protezione civile.
Oltre a delimitare l'area con nastro segnaletico bianco e rosso, i volontari provvedono a effettuare i rilievi fotografici, a denunciare l'abbandono alla polizia municipale, a coprire tutto con un telo nel caso si tratti di eternit o altro materiale pericoloso o nocivo e amettere i cartelli di avviso. Da quando viene segnalato un abbandono abusivo di rifiuti a quando la ditta specializzata, che si occupa della bonifica, interviene sul posto, infatti, possono trascorrere anche sei mesi (tranne nei casi in cui la rimozione è da effettuarsi con urgenza).
«Oltre ad aumentare i cicli di ritiro e di bonifica ambientale – sottolinea Della Felice – potendo far rientrare l'abbandono di rifiuti nelle emergenze comunali ho pensato di impiegare i volontari di protezione civile per offrire alla cittadinanza un riscontro diretto e verificabile dell'operato dell'amministrazione, che nonostante debba rispettare dei tempi tecnici da subito prende in carico il problema».
Infine, è allo studio un protocollo d'intesa da realizzare con tutte le istituzioni (forestale, polizia, carabinieri e così via) per un'azione di controllo ancora più incisiva.
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