Attenzione
Il futuro della torre divide i residenti
La Soprintendenza ha già dato parere favorevole alla ristrutturazione dell'antico monumento di Collodi ma preoccupano il cantiere, l'altezza ed il cambio di destinazione proposto dai privati
COLLODI. Torre sì o torre no? L'assemblea cittadina, che martedì 13 gennaio, ha riunito all'antica pieve di Collodi Castello molti abitanti della frazione, era finalizzata proprio a discutere circa l'opportunità di restituire all'antica torre d'avvistamento l'aspetto originario, ma a fine serata la popolazione era spaccata quasi in ugual misura tra favorevoli e contrari. Secondo la ricostruzione che ne hanno fatto gli architetti Federico Gurrieri e Irene Corradini, cui il progetto è stato affidato, una volta restaurata la torre dovrebbe misurare all'incirca 20 metri, il che avrebbe sul paesaggio circostante un impatto non di poco conto. E questa è la principale delle ragioni dei sostenitori del no, tra le quali ci sono anche la necessità di creare l'apertura di una porta sul lato dell'unica strada presente e la mancanza degli spazi necessari alla gestione di un cantiere. D'altra parte i sostenitori del sì trovano ottimale la scelta di restaurare in quanto la torre potrebbe crollare. Secondo le testimonianze di alcuni residenti, infatti, risalirebbe a circa 20 anni fa un lavoro di consolidamento sulla torre, che servì unicamente a darle una maggiore stabilità. Ma la torre attualmente è piena di detriti al suo interno e necessiterebbe di un intervento più complesso. Il prossimo passaggio sarà in commissione urbanistica, chiamata a dare un parere (seppur non vincolante) sul cambio di destinazione d'uso della costruzione in civile abitazione. L'acquirente, infatti, vorrebbe trasformare la torre in una residenza privata, concedendo all'amministrazione solo l'uilizzo di 11 metri quadri al pianterreno per farne una sorta di “mini museo”. “La riqualificazione di un bene storico importante come la torre rappresenta certamente una forte motivazione per un'amministrazione – ha dichiarato Lucia Guidi, presidente della commissione urbanistica – d'altra parte, anche la gestione di un cantiere in quella zona presenta numerose criticità di cui non si può tenere conto, si tratta di una decisione difficile, su cui ci confronteremo con molta attenzione». Comunque proceda la faccenda, la Soprintendenza ha comunque già dato parere positivo al progetto. Dopo la commissione, sarà l'intero consiglio comunale a doversi pronunciare, ma sempre su quell'unico aspetto che è la destinazione d'uso della costruzione. Cosa vuol dire? Che se a maggioranza il consiglio decidesse di non modificarla, chi ha acquistato la torre potrebbe di certo restaurarla, ma l'impiego che potrebbe farne a quel punto sarebbe unicamente quello di torre di avvistamento, non certo d'abitazione privata.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:1.10699193:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10699193:1652158142/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
