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Una riunione per decidere il futuro del Centro ricerca del Padule di Fucecchio

Manifestazione in difesa del Centro di ricerca del Padule (Foto Nucci)
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Manifestazione in difesa del Centro di ricerca del Padule (Foto Nucci)

Si annunciano altre manifestazioni in difesa della struttura di Larciano. Tra le richieste la proroga di un anno della gestione attuale

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LARCIANO.

Si terrà probabilmente entro la fine del mese una nuova riunione del Cda e dell'assemblea dei soci del Centro di ricerca del Padule, associazione a rischio chiusura dopo l'uscita di alcuni Comuni e il disimpegno della Provincia di Pistoia, non più disposta a versare il contributo annuo di 40mila euro. Dopo l'ultimo incontro tra parti pubbliche e parti “private” (associazioni ambientaliste, venatorie, il mondo dell'università e i proprietari terrieri), avvenuto il 20 dicembre, la situazione vive momenti di stallo.

Si è formato un nuovo cda provvisorio di cui fanno parte, oltre alle associazioni, la Provincia e i Comuni di Monsummano, Pieve, Fucecchio e Cerreto Guidi, ma resta la riserva sul futuro di questo organismo che, dopo vent'anni, potrebbe essere “tagliato” per far posto a una cooperativa privata che si occupi della gestione e tutela dell'area umida.

Nella riunione in programma a Castelmartini dovrà essere eletto il nuovo presidente (che subentrerà al dimissionario Amedeo Bartolini) e si avvierà il percorso di “riforme” (con quasi sicure modifiche allo statuto) del Centro di Ricerca, con la speranza mostrata da associazioni e cittadini che venga protetta questa lunga esperienza di lavoro. E soprattutto il destino dei due dipendenti della Onlus, disposti anche a cambiare forma contrattuale.

«Chiederemo nei prossimi giorni un incontro con la Provincia per discutere della questione – dice Federico Maltagliati del comitato Salva il Padule, salva il Centro, che si batte per la difesa dell'associazione – sul tavolo ci sarà di nuovo la proposta di prorogare di un anno questo tipo di gestione e di riformulare i contratti dei due lavoratori. Noi torneremo a farci sentire con altre iniziative dopo il sit-in organizzato durante l'ultima assemblea a dicembre (fronteggiato da un presidio di Terra Nostra Unita, l'associazione dei proprietari terrieri, che manifestavano per ragioni opposte, cioè l'uscita degli enti pubblici dal Centro, ndr)».

«Dalle notizie che abbiamo la Provincia dovrebbe aver incontrato i dipendenti, questo può significare un'apertura verso le nostre ragioni – spiega Maurizio Del Ministro, presidente Legambiente Valdinievole – nella prossima riunione dovremo iniziare ad impostare il discorso sul bilancio 2015, visto che mancano i 40mila euro dell'ente provinciale. Ma non c'è niente di definitivo».

Resta quindi appeso a un filo il futuro del Centro di Ricerca, che perde contributi ma acquista soci (Montecatini, Buggiano, Pescia). E non vuole “morire”. (lu.si.)

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