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Ospedale: a Pescia si temono altri tagli

Maria Salerno
Ospedale: a Pescia si temono altri tagli

Il sindaco Giurlani contro l’annunciata sforbiciata della Regione: «I patti vanno rispettati, inaccettabile un’ulteriore riduzione dei servizi»

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PESCIA. «Non è pensabile né accettabile un'ulteriore riduzione dell’offerta sanitaria»: questa la posizione del sindaco Oreste Giurlani di fronte alla proposta di legge della Regione Toscana sul riordino delle Asl e anche sui tagli fatti alla Asl di Pistoia, che rischia di dare un duro colpo ai servizi sul territorio, in primis all'ospedale di Pescia.

Un taglio che le prime voci valutavano in 19 milioni di euro, una cifra poi ridotta nei giorni successivi, ma che, comunque, si teme ancora assai consistenti.

Di questo si era parlato anche alla conferenza dei sindaci della Provincia di Pistoia di martedì 13 gennaio. In quest’occasione Giurlani ha presentato un documento nel quale evidenzia le carenze di cui soffre la sanità locale, e in particolare l’ospedale di Pescia, ribadendo la necessità di rispettare quanto sancito nei patti territoriali firmati nel giugno del 2013.

«Rimangono ancora aperte, in Valdinievole, soprattutto per quanto riguarda l’ospedale Cosma e Damiano, problematiche che, a un anno sono ancora in attesa di un indirizzo concreto o quantomeno di una chiara programmazione nella tempistica di attuazione», si legge sul documento. Giurlani cita a questo proposito: l'adeguamento strutturale, organizzativo e di risorse umane relativo all'area medica, la riorganizzazione dell'area chirurgica e in particolare il mantenimento dell’attività chirurgica di base che, soprattutto negli ultimi mesi e per le risicate risorse umane, ha visto altresì un iniziale decremento soprattutto nell’ambito della chirurgia programmata e di selezione (come la colecistectomia per via laparoscopica) che doveva rappresentare, sempre per quanto sancito nel protocollo, il punto di riferimento provinciale.

Le scelte contenute nei patti territoriali, di cui Giurlani ha invocato con forza una verifica in tempi brevi, furono dettate dalla necessità di una integrazione delle attività svolte nei due presidi (di Pescia e Pistoia, nonché nel tanto discusso presidio integrato ospedale-territorio di San Marcello) in modo da garantire un uguale accesso alle cure a tutti gli abitanti della provincia.

«Da allora si è assistito ad una azione progressiva e costante di pianificazione sanitaria contenuta nell’ambito dei limiti imposti da un bilancio a sua volta legato alla spending review – prosegue il documento – e soprattutto alla necessità di un rientro che è stato in gran parte raggiunto».

Quel bilancio, però, Giurlani non lo ha votato preferendo astenersi. «Non conosco il bilancio 2013 della Asl3 e per questo mi sono astenuto – ha sottolineato il primo cittadino – all'epoca io facevo parte di un'altra conferenza di sindaci, quella di Lucca. Non sono in grado di esprimere una valutazione sul bilancio 2013 non avendolo visto e non mi basta la spiegazione data dal direttore Abati sul bilancio, quindi pur non votando contro, ho ritenuto di dovermi astenere. Sulla risoluzione presentata dai sindaci su San Marcello, invece, ho votato a favore perché i sindaci devono pretendere che quanto contenuto nei patti territoriali venga rispettato. Questo vale anche per Pescia, per questo ho chiesto che venga fatta al più presto un'altra conferenza per verificarne lo stato d'attuazione».

 

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