Sicurezza
Lavori sull'acquedotto di Pieve a Nievole
Il sindaco Gilda Diolaiuti replica al Comitato Acqua Bene Comune sulla questione delle condutture in amianto
PIEVE A NIEVOLE. «Già in moto la macchina amministrativa per il rifacimento di tratti di acquedotto sul territorio del Comune di Pieve a Nievole»: inizia così l’intervento del sindaco di Pieve a Nievole Gilda Diolaiuti, in risposta al Comitato Acqua Bene Comune. Il Comitato sottolineava la presenza di molte condutture in amianto nella rete idrica pievarina, e quindi la mancanza di interventi sull’acquedotto, nonostante le tariffe “salate”.
«È questo – prosegue il sindaco riferendosi ai lavori – il risultato di un serrato confronto tra la nuova amministrazione comunale e Acque Spa, a seguito dell'alto numero di guasti sulla condotta idrica pievarina che nell'estate scorsa ha causato più di un disagio, soprattutto lungo le strade regionali 435 e 436, e in particolare nelle località Colonna e Vergaiolo. La società in questione, con una nota trasmessa l'11 luglio 2014, ha riconosciuto quale causa primaria dei disagi, la presenza di “una tubazione di obiettiva vetustà”, queste sono le esatte parole utilizzate nel loro comunicato, che tra le altre cose metteva in evidenza che “l'investimento economico necessario non può trovare completa copertura nel piano degli interventi 2014, dovrà essere suddiviso in due lotti, il primo dei quali, il più urgente, si prevede possa essere realizzato entro questa annualità” e ad oggi risultano effettuati interventi sostitutivi delle tubature su via Donatori del Sangue».
«Detto questo – riprende Diolaiuti – è appena il caso di ricordare che i requisiti dell'acqua destinata al consumo umano sono definiti dal Decreto legislativo 31/2001, in attuazione della direttiva comunitaria 98/83, normativa che non prevede alcun parametro di riferimento per l'amianto. In base a quanto desumibile dalla letteratura in materia, a oggi non sembrano esistere evidenze scientifiche di una correlazione tra presenza di fibre di amianto disperse nell’acqua (che possono provenire dall’acquedotto ma anche dai “cassoni” in cemento-amianto molto utilizzati nelle abitazioni) e pericoli per la salute connessi al consumo o utilizzo di tale acqua».
«Ciò non toglie – chiude la replica del primo cittadino – che l'amministrazione comunale mantenga alta l'attenzione sulla questione e sulla generale necessità di una manutenzione straordinaria su tratti del nostro acquedotto non più conformi all'efficacia del servizio, attenzione già dimostrata dai fatti».
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