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L’ex sindaco Marchi interrogata in procura

L’ex sindaco Marchi interrogata in procura

Nei prossimi giorni sarà ascoltato anche l’ex consigliere Lorenzo Brandani, l’inchiesta ipotizza l’abuso di ufficio per la vendita dei magazzini comunali

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PESCIA. Indagine sulla vendita degli ex magazzini comunali. Martedì scorso è stata convocata in procura a Pistoia, per essere interrogata, Roberta Marchi, ex sindaco di Pescia. Nei prossimi giorni sarà interrogato anche l’ex consigliere comunale Lorenzo Brandani. Interrogatori che rientrano bella fase delle indagini preliminari, l'ipotesi di reato è abuso di ufficio.

La vicenda era iniziata nell'aprile scorso, quando Il Tirreno pubblicò la notizia di un avviso di garanzia recapitato all'allora primo cittadino di Pescia. Notizia che all'epoca fu smentita dalla Marchi (niente di strano in questo, visto che probabilmente non aveva ancora ricevuto l'atto), ma che adesso trova conferma nell'interrogatorio di martedì.

Per il resto la storia è la stessa, tranne un particolare, che il nostro giornale pubblicò nell'aprile del 2014. Partiamo proprio dalla correzione rispetto a quell'articolo, ossia quello del reato contestato all'ex sindaco, che sarebbe uno solo, l'abuso di ufficio appunto (niente turbativa d'asta invece come si ipotizzava all'epoca).

L'indagine, ripercorriamo la storia, paradossalmente scaturì da una querela dello stesso sindaco verso un consigliere di opposizione, Marco Ardis, dopo un'interrogazione di quest'ultimo sulla vendita degli ex magazzini comunali. Ardis, contestando quella vendita (i magazzini furono ceduti per 107mila euro a una società del consigliere del Pdl Lorenzo Brandani), l'aveva definita «un vestito cucito su misura addosso a un esponente della maggioranza di centrodestra a discapito degli interessi dell'ente».

Una frase che il sindaco trovò diffamatoria, al punto che diede mandato al segretario comunale di inviare la documentazione in procura, per valutare se si era davanti a una diffamazione. Però la procura ha esaminato anche l'oggetto dell'interrogazione ritenuta offensiva, ritenendo opportuno compiere ulteriori indagini proprio su quella vendita. Più nel dettaglio è stata ritenuta degna di approfondimento la decisione, presa all'epoca, di suddividere l'area su cui sorgevano gli ex magazzini in tre lotti, senza chiarire i criteri per stabilirne il valore, e rendendo (questa l'accusa di Ardis all'epoca) un lotto più appetibile – quello comprato da Brandani appunto – e gli altri due praticamente invendibili.

Nella sua interrogazione Ardis contestava la vendita di quel lotto a un prezzo molto più basso del valore di mercato, sottolineando come dividendo l'area in tre parti fosse «stato cagionato un danno all'ente, perché aveva maggiore appetibilità sul mercato un terreno con un pezzo buono, piuttosto che due lotti che, pur non valendo nulla, hanno un prezzo esorbitante rispetto all'altro».

Martedì, assistita dall'avvocato Giovannelli l'ex sindaco Marchi si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

 

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