Il Tirreno

Montecatini

intersindacale contesta la decisione

«Benessere al Tettuccio? Non è la scelta giusta»

«Benessere al Tettuccio? Non è la scelta giusta»

MONTECATINI. Se non è un attacco frontale, poco ci manca. E l'Intersindacale del turismo, l'associazione presieduta da Andrea Birindelli che raggruppa le principali categorie economiche cittadine,...

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MONTECATINI. Se non è un attacco frontale, poco ci manca. E l'Intersindacale del turismo, l'associazione presieduta da Andrea Birindelli che raggruppa le principali categorie economiche cittadine, lo sferra proprio nel giorno in cui nella Palazzina Regia si riunisce l'assemblea dei soci delle Terme Spa per prendere importanti decisioni. Prima fra tutte il via libera all'amministratore unico, Fabrizio Raffaelli, a sottoscrivere il mutuo da 8 milioni con il pool di banche finanziatrici dei lavori per la piscina alle Leopoldine. «Noi non siamo e non ci sentiamo soggetti terzi rispetto alle scelte delle Terme», tuona l'Intersindacale, fresca reduce dai successi ottenuti nell'organizzare la Città del Natale (i cui risultati definitivi verranno resi noti, promette, a breve in una conferenza stampa). Al centro di tanto nervosismo da parte delle categorie c'è il progetto di riassetto dell'offerta termale in stabilimenti diversi, soprattutto l'annunciata volontà di concentrare al Tettuccio il settore benessere (con la conseguente chiusura dell'Excelsior).

«Il risultato delle iniziative della Città del Natale - scrive l'Intersindacale - ha messo già in evidenza il grande appeal di cui Montecatini ancora gode nel grande pubblico. Montecatini ha ancora grandi potenzialità turistiche e professionalità per poterle esprimere. Per questo motivo Intersindacale ha espresso all’unanimità enorme preoccupazione per la prospettata sorte del principale asset turistico della città; se il progetto di sistematizzazione degli stabilimenti termali, come è stato anticipato dal board della società, andrà a buon fine, il Tettuccio accoglierà il polo “wellness” delle Terme, aggiungendolo alla più tradizionale e consolidata vocazione idropinica. Tempi e costo dell’operazione (che sarà senza dubbio imponente) non sono noti: possiamo immaginare le enormi difficoltà di “convertire” il monumentale Tettuccio in una struttura che dovrà rispettare standard di sicurezza, igiene e confort per un pubblico sempre più esigente com’è quello che frequenta le Terme di tutta Europa».

Si era parlato anche di individuare un altro stabilimento, al posto del Tettuccio, per questa funzione, ma sarebbero state poste eccezioni riguardo alle destinazioni d’uso degli immobili. Un dibattito, sotto questo aspetto, che resta aperto, ma secondo l’Intersindacale in un momento come l’attuale eventuali ostacoli potrebbero comunque essere superati con la buona volontà di tutti.

«Non vediamo, come rappresentanti delle categorie economiche della città - prosegue l’intervento - alcun motivo di economicità, razionalizzazione, ammodernamento e ottimizzazione dei flussi di lavoro e livello di accoglienza in simile operazione. Che, peraltro, è stata comunicata a noi, come al resto dell’opinione pubblica, come dato acquisito, frutto di una scelta aziendale già compiuta». Ed è proprio anche questo aspetto "decisionista" che l'Intersindacale contesta: «Preme ricordare - dice, infatti - che aldilà della strategicità delle Terme rispetto alla città nel suo complesso, la natura pubblica dei suoi soci impone un maggior livello di confronto sulle scelte strategiche e operative di Terme Spa; quella stessa natura che ha fatto sopportare ai nostri clienti la tassa di soggiorno, destinata in gran parte a finanziare operazioni ritenute necessarie e che soprattutto gli albergatori hanno subito, acquisendo lo scomodo ruolo di gabellieri. In nome di questo sforzo cui non ci siamo sottratti, consapevoli di dover dare, noi imprenditori privati, un contributo di lavoro e risorse alla città, crediamo che sia legittimo chiedere di essere ascoltati su questa vicenda, rispetto alla quale non ci sentiamo soggetti terzi».

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