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Montecatini

In chiesa i profughi musulmani

In chiesa i profughi musulmani

Prendono la parola durante la messa per condannare gli attentati di Parigi

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MARLIANA. Parole semplici, in un italiano elementare, ma comprese da tutti. Parole di condanna della violenza e degli assassini in nome di Allah, di solidarietà e vicinanza con chi piange i morti di Parigi. Oumarou, giovane musulmano del Mali, ha preso la parola durante la messa domenicale nella chiesa di Marliana, dove vive da alcuni mesi insieme ad altri profughi, molti dei quali musulmani.

In loro rappresentanza, Oumarou ha ottenuto dal parroco, don Alessandro Carmignani, di poter parlare alla messa. «Dopo aver parlato - spiega don Alessandro - la celebrazione è continuata con un gesto effettivo di solidarietà, lo scambio della pace fra musulmani e cristiani, che attraverso questi piccoli ma significativi gesti diventano insieme gli operatori di pace a cui Dio chiama tutti gli uomini».

«La religione musulmana proibisce – ha detto tra l’altro Oumarou – e condanna quelli che fanno male agli altri. Viva la pace tra tutte le religioni in tutto il mondo».

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