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Legambiente e Wwf contro il “fuoco incrociato” sul Centro

Legambiente e Wwf contro il “fuoco incrociato” sul Centro

LARCIANO. Dopo le tante critiche al Centro di Ricerca del Padule è arrivata anche una voce a favore: è quella di Legambiente Valdera e Wwf Pisa, che parlano di fuoco incrociato ingiustificato nei...

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LARCIANO. Dopo le tante critiche al Centro di Ricerca del Padule è arrivata anche una voce a favore: è quella di Legambiente Valdera e Wwf Pisa, che parlano di fuoco incrociato ingiustificato nei confronti del Centro, messo in dubbio per questioni di consenso politico.

«Da un po' di tempo – si legge nella nota congiunta – sembra di assistere a un nuovo sport: il fuoco incrociato sul Centro di Ricerca. Dalle associazioni di “padulani” ai cacciatori, dall’ex proprietario del terreno sino agli enti locali, che dovrebbero essere i primi a garantire supporto alla struttura e che invece diventano i critici più accesi, fino addirittura a togliere anche il modesto sostegno economico, si è scatenata un’ondata di attacchi verso questa struttura, con la speranza più o meno esplicita di vederne la fine e la definitiva chiusura. Ma di quali “peccati e malefatte” si sarebbe macchiato in questi ormai 24 anni di vita e di progressivi successi il Centro?».

Le due associazioni poi iniziano ad elencare i successi che - a loro dire - il Centro ha conquistato: il contributo fondamentale alla gestione della riserva provinciale; la creazione di progetti per la fruizione dell'area umida; la collaborazione col mondo dell'università per la realizzazione di astudi scientifici; l'educazione ambientale con visite e corsi e l'aumento della fauna all'interno della riserva.

«E allora perché – si chiedono le associazioni – questa levata di scudi? Magari in molti pensavano (o speravano) che come molti altri “enti- carrozzone”, che vivacchiano spendendo denaro pubblico spesso senza riscontri significativi, il Centro sarebbe andato avanti qualche anno, magari con qualche azione “di facciata” e poi a poco a poco sarebbe scemato nel nulla. In questi anni il Centro ha dimostrato con fatti concreti (non con chiacchiere o discorsi da bar) che investendo poche risorse pubbliche se ne possono attivare molte altre e che la salvaguardia dell’ambiente può davvero diventale un volano di occupazione e di promozione del territorio. E quella Riserva naturale del Padule, così ben gestita e ricca di flora e fauna palustre, sta lì a dimostrare che la “retorica del padulano” (per la quale gli unici in grado di gestire un’area umida sarebbero i cacciatori che la frequentano) è appunto una affermazione priva di fondamento. Ci viene il sospetto che, in questo strano smarcarsi dal Centro di Ricerca da parte degli enti locali e della Provincia di Pistoia, ci sia soprattutto da saldare un tributo, in termini di consenso elettorale, al mondo venatorio dei “padulani”».

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