Attenzione
«L’amianto? non è solo all’istituto agrario»
Franchini (FdI-An) cita anche il caso della palestra-piscina Marchi di Pescia
PESCIA. Partendo dal caso dell’istituto agrario, e della protesta degli studenti per la mancata rimozione dell’amianto da alcuni edifici, il portavoce di Fratelli d’Italia di Pescia, Roberto Franchini,torna all’attacco anche sulla questione della Piscina Marchi.
«Giusta protesta e debole la risposta della Provincia – scrive Franchini a proposito dell’agrario – che da anni annuncia l'intervento, ma non lo attua.Stessa cosa avviene alla piscina Marchi oggi in gestione tramite una gara di appalto a un privato, che ultimamente è stata oggetto di polemiche e ordinanze di chiusura per gravi carenze strutturali, poi riaperta, e poi richiusa, per ottemperare a una carenza, delle tante indicate sul capitolato di appalto, che il gestore doveva sanare per un importo di un milione di euro».
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«Infatti – continua l’esponente di FdI An – si sta sistemando l'impianto elettrico che pare sia vecchio fuori norma, e sinceramente rimaniamo stupiti dell’avvenuta riapertura, e in quell’occasione delle polemiche del gestore contro la Provincia, vista l'importanza che ricopre la messa in sicurezza dell'impianto elettrico in un luogo costantemente a contatto con acqua. Infatti poco meno di una settimana dopo la riapertura, la nuova e spontanea chiusura. Il gestore dichiara che era necessaria per permettere i lavori di messa a norma dell'impianto elettrico. Ma in quella settimana che si è tenuto aperto nonostante l'ordinanza della Provincia? E gli anni precedenti ? C’era un rischio per gli utenti?».
Quindi il caso amianto: «La lista dei lavori di messa in sicurezza della piscina e delle aree contigue, previste nel capitolato di appalto – continua Franchini – comprende pure la dismissione della copertura del tetto di eternit di 2.800 metri quadri, dove sotto quel tetto non ci sono trattori, ma gli utenti che frequentano la piscina e la palestra. Vi sono inoltre le vecchie ciminiere pericolanti e altamente inquinate, che facevano parte della zona dei bruciatori a olio pesante , fermi da tempo, ed oggi sostituiti dal nuovissimo impianto di riscaldamento a cippato».
Fdi An, continua Franchini, «ha più volte chiesto spiegazioni in merito alla Provincia e al Comune, niente ci è stato detto. Ma più grave è che non si diano spiegazioni alla cittadinanza. Il sindaco, interrogato in consiglio, dichiara che per ora il Comune non è stato coinvolto e che le competenze sono Provinciali, al contrario però si preoccupa della cattiva accoglienza ai profughi all'Hotel dei Fiori, quando le competenze sono prefettizie. Al sindaco suggeriamo di andare a verificare tra i Verbali di accertamento dei vigili: forse si renderà conto che le competenze sono pure del Comune». A seguire l’annuncio di un’interrogazione in Provincia e, in caso di mancata risposta, anche di un esposto in prefettura.
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