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Hanno trovato casa cinque “invisibili” e il canile è in regola

Luca Signorini
Hanno trovato casa cinque “invisibili” e il canile è in regola

La mobilitazione continua per sei cani da adottare ma adesso sono diventate inutili le 25 gabbie “irregolari”

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MONSUMMANO. Degli 11 “invisibili” ne restano oggi sei, tutti ospitati nelle gabbie all'interno del canile Hermada di via Sant'Antonio.

I 25 box non “regolari” (considerati “non in contiguità con la struttura centrale dotata di ambulatorio”) sono quindi di nuovo vuoti e abbandonati. La storia è quella degli undici cani costretti dal marzo 2013 a una vera e propria prigionia (in spazi di 6 metri quadrati, quando la legge ne prevede 9), in un recinto di via Giannini, di fronte all'impianto di depurazione nel Comune di Pieve a Nievole, dove il loro padrone è stato sfrattato per morosità dai proprietari di casa. Padrone che e a quel punto se n'è andato lasciando al loro destino i poveri animali.

Il 2015 porta con sé alcune novità nella vicenda, per fortuna tutte positive: perché cinque incroci di pitbull e labrador, tra il settembre e il dicembre scorsi, hanno trovato una famiglia pronti ad accoglierli, a questo si aggiunge poi il contestuale trasferimento dei “superstiti” nei box dentro il canile, che conclude dopo alcuni mesi il contenzioso aperto con la Conferenza dei sindaci della Valdinievole in merito alle 25 gabbie inutilizzabili (pena addirittura il rischio di chiusura dell'Hermada), acquistate alcuni anni fa per 100mila euro ma destinate a un canile comprensoriale che poi non è mai stato realizzato.

Per cercare di salvare gli “invisibili”, come sono stati ribattezzati, e trovargli una nuova “casa”, era iniziata una generale mobilitazione di cittadini e volontari del canile, con lancio di petizioni e raccolte firme (“Io sto con gli invisibili”, 800 sottoscrizioni in una sola giornata), incontri con i sindaci, annunci pubblici e cortei. La svolta, seppur temporanea, arrivò ad inizio aprile 2014, quando il sindaco Giuseppe Bellandi firmò l'ordinanza di apertura, per un periodo di tre mesi, delle 25 gabbie di fianco al canile, dove gli undici quattro zampe furono accompagnati con una passeggiata da via Giannini.

A quell'ordinanza sono seguite poi un paio di proroghe, che hanno permesso ai cani di alloggiare nell'area fino a qualche settimana fa.

«Per fortuna negli scorsi mesi siamo riusciti a far adottare cinque di loro – spiega il custode giudiziario delle bestiole, Carlo Mele – e così abbiamo potuto trasferire i sei rimasti nel canile, ci siamo in questo modo tolti tutti i problemi burocratici che comportavano le 25 gabbie pagate con soldi pubblici ma che non possiamo utilizzare. Ora è tutto in regola. Speriamo naturalmente che riprendano le adozioni perché gli ultimi “invisibili” hanno bisogno di nuovi padroni».

Il movimento di opinione nato attorno alla sorte di questi meticci ha portato risultati concreti. Ma il lieto fine non è stato ancora scritto: servono sei famiglie disposte ad adottare i cani da tempo senza un vero padrone, che oggi però non sono più così “invisibili”.

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