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Troppo pochi i parcheggi per invalidi a Pescia

Maria Salerno
Piazza Mazzini a Pescia
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Piazza Mazzini a Pescia

In tutto il centro storico ve ne sono appena tre e il sindaco annuncia un nuovo piano della sosta, intanto si cercano alternative

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PESCIA. Pochi, anzi pochissimi, sono gli stalli di sosta in città riservati alle persone invalide. Soprattutto nel centro storico. Uno nei pressi del duomo, uno in prossimità della scuola Simonetti, un altro sul ponte del duomo. Quasi tutti difficilmente fruibili. Eppure la legge (la 503 del 1996) parla chiaro: nelle aree di parcheggio devono essere previsti, nella misura minima di uno ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a 3,20 metri, e riservati gratuitamente ai veicoli al servizio di persone disabili. Questo significa che se si sono 50 parcheggi, uno deve essere riservato ai disabili e 49 agli altri utenti. Se i parcheggi sono 30, uno deve essere riservato ai disabili e 29 agli altri e così via.

Questo a Pescia non avviene e il sindaco Oreste Giurlani ne è perfettamente consapevole: «Non essendo mai stato fatto un piano dei parcheggi non è mai nemmeno stata affrontata la questione relativa agli stalli per i disabili, che attualmente sono meno di quelli previsti. Sulla materia occorre praticamente partire da zero: prevedere un piano organico dei parcheggi, che preveda ovviamente anche quelli riservati agli invalidi, nonché l'abbattimento delle barriere architettoniche, altro grande problema presente in città».

Secondo il sindaco, già dalla prossima primavera, quando verrà conferito l'incarico per realizzare il nuovo regolamento urbanistico, insieme all'adozione del piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) sarà predisposto il piano parcheggi. Ma fino ad allora, le persone invalide, che a causa di questa carenza vivono un disagio quotidiano come devono comportarsi? Qualcuno, infatti, è già stato sanzionato perché ha parcheggiato in uno stallo a pagamento. Il titolare del contrassegno disabili può parcheggiare gratuitamente negli stalli blu? Cioè quelli a pagamento? Per molti anni la questione è stata tutt'altro che chiara: tra chi diceva no e chi invece vedeva nel dare la possibilità ai disabili di parcheggiare gratuitamente anche nelle strisce blu una garanzia al diritto alla mobilità sancito dalla Costituzione.

Col decreto 151 del 2012 ogni ambiguità sembra essere stata definitivamente dissipata. La legge in questione, infatti, attribuisce ai Comuni non solo la possibilità di stabilire un numero di posti destinati alla sosta dei disabili superiore a quella prevista dalla legge del 96 (appunto uno ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili), ma anche quella di stabilire la gratuità della sosta per gli invalidi nei parcheggi a pagamento qualora risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati.

In altre parole, se il posto auto per invalidi è occupato da altro invalido è possibile per legge la sosta anche entro le striscie blu, ma è l'amministrazione che deve sancirlo con apposita ordinanza o modifica del regolameno comunale. In attesa del piano parcheggi, non sarebbe, dunque, auspicale che il comune intervenisse dando agli invalidi la possibilità di parcheggiare anche negli stalli blu? Dopo tutto la legge gliene riconosce piena facoltà.

 

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