Proteste
La macchinetta non accetta contanti, odissea degli utenti Asl per pagare il ticket
Montecatini, la tabaccheria di via San Marco ha interrotto il servizio di riscossione
MONTECATINI. Pagare il ticket per un esame medico? Se non hai il bancomat, a Montecatini è praticamente impossibile. A meno che non ti armi di pazienza, risali in macchina e percorri un chilometro per trovare il primo tabacchi abilitato a riscuotere anche in contanti. Che è in via Vasco Peloni, dall'altra parte della circonvallazione nord. In sostanza, ti devi fare tutto viale Colombo e ritorno per poter prenotare il tuo esame. E' la situazione che si verifica all'Asl di via San Marco, dove la macchinetta per pagare i ticket, appunto, non è abilitata a ricevere le banconote. E che ha sollevato le proteste di molti utenti, soprattutto coloro che non sono abituati a utilizzare i mezzi di pagamento elettronici (anziani in primis, che poi sono anche coloro che per ovvi motivi sono costretti a recarsi più spesso negli ambulatori dell'Asl). E qualcuno ha pensato di rivolgersi al giornale per denunciare quanto sta accadendo. "Ho visto personalmente - racconta una lettrice - utenti disabili che con la carrozzina sono dovuti risalire in auto per andare a pagare e poter fare così la prenotazione. Non è concepibile una situazione del genere. Prima almeno si poteva regolarizzare la situazione al tabacchino in cima a via San Marco, ma da qualche mese non è più possibile".
Tutto vero. Da almeno due mesi alla tabaccheria Irmeni non svolgono più il servizio di riscossione per contro dell'Asl. Motivo? Troppo lavoro, per un guadano che a quanto pare non giustifica l'impegno. Ma cosa è successo? Presto detto: fino a settembre ci si poteva recare al poliambulatorio di via San Marco, poniamo, per fare l'esame del sangue, senza dover pagare in anticipo. La ricevuta del bollettino bastava infatti presentarla al momento del ritiro dei risultati. Ma ora il sistema è cambiato, e già al momento della prenotazione di una visita o di un esame bisogna dimostrare di aver versato il ticket relativo. Così, complice anche la disinformazione degli utenti, succede che in tanti si presentano allo sportello e, una volta appresa la novità, devono preoccuparsi di tirare fuori i soldi per pagare. Ma la macchinettà automatica all'interno dell'edificio accetta solo carte di pagamento elettroniche, perché in passato è stata scassinata diverse volte e così l'Asl ha deciso di evitare altri costi di riparazione rendendola non più "appetibile" ai ladri.
Racconta Fabio Irmeni, titolare dell'omonima tabaccheria di via San Marco: "Ogni mattina, dalle 7,30 fino almeno alle 9, praticamente si lavorava solo per eseguire questi pagamenti tramite il sistema "T-serve" convenzionato con la Asl. E a parte il disagio di doversi sorbire le continue lamentele della gente, arrabbiata perché non poteva svolgere questa operazione alla macchinetta del poliambulatorio, in pratica si doveva trascurare la normale clientela per svolgere il servizio. O in alternativa avremmo dovuto metter un impiegato fisso, per un'ora, un'ora e mezzo. Ma la percentuale d'incasso su queste operazioni non è certo alta (all'utente costa un euro, di cui la metà va all'operatore che svolge il servizio, ndr) e comunque non avrebbe certo coperto le spese per un'assunzione". A quanto pare c'è stato anche un abbozzo di trattativa con "T-serve" per risolvere il problema aumentando la percentuale di guadagno per il rivenditore, ma non ha avuto buon fine. E così si è arrivati alla situazione attuale, con la tabaccheria più vicina che svolge il servizo - la Parlanti di via Peloni, appunto - a quasi un chilometro di distanza.
Ma al di là del fatto che le tabaccherie sono aziende private, per cui ciascuno legittimamente valuta se ha o meno la convenienza a svolgere un servizio, le proteste dei cittadini puntano soprattutto sulla decisione della Asl di non consentire più alla macchinetta di accettare soldi in contanti. Decisione che avrà pure risolto il problema dei furti e dei danni collegati, ma scaricandone i disagi direttamente sugli utenti. Che ora non solo sono costretti a pagare in anticipo una prestazione sanitaria, ma anche a doverlo fare errando per la città in cerca di qualcuno che "faccia il piacere" di accettare i suoi soldi.
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