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Davanti al giudice gli arrestati accusano i complici minorenni
"Nessuna aggressione, abbiamo solo chiesto e ottenuto un prestito per il biglietto": interrogati dal gip di Pistoia, i tre marocchini maggiorenni respingono ogni addebito e scaricano la colpa sui loro amici più giovani
MONTECATINI. Nessuna aggressione, a loro dire. Nessuna rapina. Loro, i tre maggiorenni, non avrebbe fatto altro che chiedere gentilmente un prestito per pagare il biglietto che non avevano perché senza soldi, e altrettanto gentilmente, e spontaneamente, il denaro sarebbe stato loro dato. Sarebbero invece stati gli altri tre, i loro tre amici minorenni, a prendere a schiaffi e derubare sul treno quei ragazzi.
Interrogati dal gip del tribunale di Pistoia i tre componenti maggiorenni della banda di giovani marocchini (sei in tutto, gli altri sono minorenni) arrestati poco prima della mezzanotte di venerdì 2 gennaio alla stazione di Montecatini Centrale con l'accusa di aver aggredito e rapinato, sul treno in arrivo da Lucca, tre adolescenti di Montecatini, minacciando anche capotreno e testimoni.
I tre, assistiti d'ufficio dall'avvocato Federico Mazzoni, lunedì mattina, 5 gennaio, hanno scelto di rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci, fornendo la loro versione di ciò che è accaduto sul treno: in pratica, scaricando la responsabilità degli eventuali reati commessi sui tre minorenni del loro gruppetto di amici.
Nelle oltre due ore in cui sono stati, a turno, interrogati, hanno però accusato ciascuno un amico diverso. Fatto sta che il gip ha convalidato per tutti l'arresto eseguito dai carabinieri, per poi applicare loro la misura cautelare degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico: Adam Chahyd, 19 anni, nella sua abitazione di Bagni di Lucca; Oussama Tahrani, 22 anni, a Lucca San Concordio; Mustapha Erraji, 19 anni, anche lui a Bagni di Lucca.
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Tra l'altro, a breve, Chahyd dovrà comparire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Lucca per essere processato per direttissima per il reato di evasione: ai domiciliari dopo l'arresto alla stazione, è stato infatti sorpreso dai carabinieri domenica mattina, 4 dicembre, fuori dalla propria abitazione.
Nella mattinata del 5 dicembre anche i tre arrestati minorenni (15, 16 e 17 anni, tutti residenti in provincia di Lucca) sono stati interrogati, in questo caso però dal giudice del tribunale dei minorenni di Firenze. Dopo l’arresto, i tre erano stati trasferiti nel centro di prima accoglienza minorile del capoluogo, in attesa dell’udienza di convalida. Il giudice, convalidati gli arresti, ha disposto per loro l’obbligo di dimora nei comuni di residenza e li ha riaffidati alle rispettive famiglie.
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