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Montecatini: nuove verifiche sulle piante in città

di David Meccoli
Montecatini: nuove verifiche sulle piante in città

Il sindaco Giuseppe Bellandi denuncia: quell’albero caduto poteva ammazzare. E lancia la proposta di un servizio unico intercomunale

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MONTECATINI. Il verde resta al centro delle azioni di governo della città. Dopo la tragedia sfiorata lunedì pomeriggio, 29 dicembre, in viale Verdi (con il leccio caduto violentemente su un’auto in sosta davanti al municipio davanti agli occhi del proprietario, che si è “salvato” solo perché era andato a inserire i soldi nel parcometro) il sindaco Giuseppe Bellandi ribadisce la volontà di andare avanti sulla valorizzazione del verde, e chiama a raccolta gli altri comuni della Valdinievole per un servizio integrato di agronomia.

Partiamo dai fatti: lunedì alle 17 all’improvviso (e senza un apparente motivo) uno dei lecci che caratterizzano il viale è caduto, colpendo una Toyota parcheggiata lì sotto. L’auto è stata distrutta, schiacciata dal peso della pianta. E, cosa inquietante, l’albero non si è spezzato, ma si è proprio staccato dal suolo, evidentemente a causa delle radici marce che non riuscivano più a sostenere il peso della pianta.

Il fatto che non ci fossero particolari elementi esterni che potessero favorire la caduta porta a porsi domande sulle condizioni del patrimonio arboreo cittadino e sulla necessità di controlli accurati per evitare che, da elemento di decoro urbano, le piante si trasformino in potenziali killer.

Un rischio che lunedì si è davvero sfiorato: solo per un caso nell’auto distrutta non c’era nessuno e, sempre solo per un caso, la pianta è caduta in direzione della strada e non dalla parte opposta, dove c’è il marciapiede e dove avrebbe potuto travolgere qualche passante.

«La città vive con il verde – dice il sindaco – e sul verde vogliamo continuare a investire risorse. I controlli sulla salute degli alberi li abbiamo sempre fatti e ne faremo ancora, ma a differenza dei pini (sui qual siamo più volte intervenuti, recentemente anche in viale Adua e in via Sardegna) i lecci non avevano mai dato problemi e sembravano sani e assolutamente non in sofferenza. E poi non c’era vento, le foglie non erano cariche di acqua: forse l’albero è stato indebolito dalle aiuole, ma è difficile dare una spiegazione certa. Per questo ci affideremo a degli esperti».

«È vero che non si tratta di una particolare emergenza – prosegue Bellandi – ma di sicuro quell’albero avrebbe potuto anche ammazzare una persona. Investiremo ancora, quindi, nelle professionalità e faremo monitorare la situazione. Il verde è per noi un capitale che vive e deve essere costantemente curato. Anche i lecci, che finora non erano considerati piante a rischio. L’ideale sarebbe affidarsi a un agronomo, magari attraverso un servizio integrato intercomunale».

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