Sicurezza
Cinque stelle: «La politica vuole il Centro di ricerca»
LARCIANO. «Quattro sindaci dei quali nessuno ha condiviso informazioni con i cittadini, un presidente della Provincia del Pd (indagato) e soltanto un rappresentante delle associazioni ambientaliste...
LARCIANO. «Quattro sindaci dei quali nessuno ha condiviso informazioni con i cittadini, un presidente della Provincia del Pd (indagato) e soltanto un rappresentante delle associazioni ambientaliste nel nuovo consiglio di amministrazione del Centro di ricerca del Padule di Fucecchio: questo è il punto dell’ultima assemblea, avvenuta sabato scorso. Meritocrazia e competenze? Nemmeno a parlarne».
È dura la presa di posizione del Movimento 5 Stelle sul futuro del Centro ricerca di Castelmartini. «Fuori dal Centro sono dovuti intervenire i carabinieri per gestire un gruppo di cacciatori che hanno occupato lo spazio regolarmente richiesto e concesso al comitato “Salva il Padule, salva il Centro”, appoggiato dal M5S e da molti cittadini.
La presidente delle Provincia, a caccia di preferenze in vista di una candidatura alle prossime regionali, al suo arrivo si è cordialmente salutata con i cacciatori (circa 15) mentre non ha dialogato nemmeno un attimo né con il comitato né con i cittadini (circa 200). Una prepotenza alla quale i presenti hanno risposto continuando a manifestare pacificamente nonostante le provocazioni”. Continuano i 5 Stelle: «Come siamo arrivati a questo punto? Il primo passaggio è stato il taglio dei fondi provinciali e il rischio di chiusura dell'intera struttura, già messa in bilico da una politica degli ultimi 10 anni che ha dirottato tutti i fondi disponibili in ambienti meno ambientalisti e più politicizzati, come il Consorzio di Bonifica. Oggi, visti gli oltre 200 milioni di euro in arrivo per il progetto “Tubone” (una struttura di depurazione che metterà a rischio l’equilibrio idrogeologico non solo del Padule ma dell’intera Valdinievole), la politica vuole il controllo del Centro e quindi forza i tempi. Ci chiediamo: perché non possono essere i cittadini a decidere la sorte della struttura? Perché la politica vuole mettere le mani dove non deve e soprattutto dove non serve? Alla prossima assemblea gli attivisti saranno di nuovo presenti a presidiare, assieme al comitato “Salva il Padule, salva il Centro”. Nei primi giorni dell’anno sarà organizzato un incontro aperto al pubblico sul tema”. (l.s.)
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