Sicurezza
Il nostro Paese visto dai migranti
In mostra (e presto in un libro) le foto dei profughi ospiti a Marliana
MARLIANA. Da protagonisti delle proteste a protagonisti di una mostra di grande significato. Nella sala consiliare di Marliana si è tenuta la presentazione del progetto e della mostra fotografica “Sguardi di passaggio" realizzata con le immagini riprese dai migranti che hanno frequentato il corso di fotografia. Una bella serata all’insegna della solidarietà, accoglienza e integrazione che ha visto un’ampia partecipazione da parte della gente del posto e dei 47 ragazzi rifugiati ospiti a Marliana.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra la parrocchia di Marliana e il Circolo Legambiente di Pistoia, con il patrocinio del Comune di Marliana.
Una mostra significativa già nel titolo, Il titolo “Sguardi di passaggio”, «perché in genere incrociamo questi sguardi per un minuto, poi ci voltiamo dall’altra parte e pensiamo alle nostre vite», come si legge in nel comunicato di Legambiente .
Sguardi di passaggio è un progetto basato esclusivamente sul volontariato, e può essere inteso come anticipazione di un progetto più strutturato.
« Le foto – si legge nella nota di Legambiente – fanno osservare il paesaggio e le situazioni di vita quotidiana del paese di Marliana, ma anche scorci di Pistoia e di Montecatini attraverso gli occhi di questi ragazzi rifugiati, ma, soprattutto, fanno vedere che dietro agli stereotipi che gli appiccichiamo addosso a immigrati, extracomunitari ecosì via ci sono persone con una storia, con sentimenti, sogni, speranze, con i propri gusti, il proprio punto di vista, il proprio senso critico. Tutto questo dalle immagini viene fuori. Chi è colpito dalle forme, chi dai colori, chi ha uno stile delicato, chi esuberante, chi usa molto l’ironia. Traorè ad esempio è colpito dagli edifici, Mohammed ha un punto di vista originale, Sibi è ironico scanzonato, Oumarou è sensibile al fascino della natura, Mohamed ha l’occhio per le linee, specialmente quelle che tendono al cielo, Bandiugou è sensibile a colori e ai panorami, Ibrahima è delicato, come se parlasse sottovoce, Ayuba invece ha una voce forte, ha una grande forza comunicativa. Il nostro proposito è dare continuità a questo progetto attraverso un concorso che sceglierà le foto più belle da esporre permanentemente e Marliana e attraverso la presentazione della mostra in altri paesi e in altre città. Inoltre con le immagini e le testimonianze dei ragazzi sarà realizzato un libro».
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