Il dolore
«Scuola montana? A Pietrabuona»
Dall’opposizione un no all’idea di allargare l’istituto di Calamari
PESCIA. «C'è un solo luogo dove far nascere una scuola per la montagna e si chiama Pietrabuona»: è quanto sostiene il capogruppo di Un'Altra Pescia, Oliviero Franceschi, ribadendo un no secco alla decisione della maggioranza di realizzare lavori di ampliamento nella scuola dell'infanzia Sant’Ilario, a Calamari.
«Il fatto che la Magnani torni a produrre – ha sottolineato Franceschi – e insieme a lei riparta anche la cartiera di Villa Basilica, e quelle che il Carrara ha finalmente deciso di rivalorizzare, fa si che in quel tratto di strada, a breve, troveremo centinaia di mezzi pesanti che faranno la spola tra il piano e quelle zone. Questo rende pericolosa la concomitanza con una scuola priva di ampi spazi per far scendere e salire i ragazzi sia dalle auto private che dai pulmini. Questi ultimi già costretti a viaggiare su una strada stretta e con la presenza di tir che ingombrano tutta la carreggiata».
Da qui la necessità, secondo l'ex vicesindaco, di «riprendersi in tutta fretta la vecchia scuola, diventata provvisoriamente (da 30 anni) museo della carta» o di «acquisire la vecchia sede della casa del popolo, che ha in se tutti i requisiti per diventare una scuola sicura, compresi ampi spazi esterni sia coperti che scoperti».
In questa maniera, secondo il consigliere, si contribuirebbe a riqualificare l'intera zona , che potrebbe fungere da polo scolastico per tutte le aree di sviluppo che insistono sulla via Mammianese.
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