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Dopo i fanghi, Madonna vuole anche l’olio

di Giovanna La Porta
Dopo i fanghi, Madonna vuole anche l’olio

La “Mdna skin” ha sondato le Terme di Montecatini per acquistare prodotti alimentari. Intanto l’azienda ha fissato la data di vendita del Verdi

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MONTECATINI. Tre “Emme” per lanciare olio e prodotti tipici toscani. Madonna, che attraverso il progetto “Mdna skin” ha già realizzato una linea di cosmetici (che contiene i fanghi termali della nostra città) da esportare in tutto il mondo, ora ha avanzato alle Terme una nuova proposta di collaborazione. Per testare e acquistare olio, vino e altri prodotti di qualità.

Lo rivela Fabrizio Raffaelli, amministratore unico delle Terme, al pranzo di auguri alla stampa organizzato da Pellegrini’s. «Tra l’altro – ricorda Raffaelli – l’immenso patrimonio termale annovera anche un terreno di oliveti sopra la cava Maona». Dunque, non è escluso che le Terme un domani possano produrre olio proprio per Madonna.

Le tre "emme" associate per lanciare la nuova linea di cosmetici sono quelle di Madonna, testimonial del prodotto che sarà lanciato a livello internazionale; della Mtg, l'azienda giapponese; e di Montecatini. La "Mdna Skin", realizzata in Estremo Oriente, nasce da un sodalizio tra Giappone e Toscana che adesso potrebbe essere esteso a prodotti agroalimentari.

L'accordo tra la città termale e la società orientale è stato raggiunto nel febbraio 2014. L'obiettivo è strutturare una campagna di comunicazione che preveda l'utilizzo delle tre "emme" quale elemento qualificante del messaggio pubblicitario. I prodotti tipici potrebbero essere un corollario dell’offerta.

Il piano di vendita della linea cosmetica è partito in Giappone, si allargherà a breve a Singapore, Hong Kong e Corea del Sud, prima di sbarcare, in futuro, anche in Europa e negli Stati Uniti.

Intanto, venenendo ad argomenti più montecatinesi, le Terme Spa si apprestano a firmare il prossimo 29 dicembre l’atto di vendita del Teatro Verdi. Che, come ormai noto, verrà acquistato dalla famiglia Cardelli.

Resta, invece, il freno a mano tirato sulla firma del nuovo contratto di mutuo con le banche finanziatrici dei lavori per la piscina alle Leopoldine: se ne riparlerà a gennaio, per la prossima assemblea dei soci. L’intenzione rimane quella di riavviare i lavori di realizzazione della piscina termale nei primi mesi del 2015.

E mentre si parla della possibile vendita del “parco regio”, l’area a verde che circonda il monumento ai Caduti in viale Verdi, si scopre che le Terme possiedono pure una chiesetta (ancora consacrata) in area pesciatina.

Passando dal capitale imobiliare a quello sociale dell’azienda, per l’aumento da parte del Comune di Montecatini da 1,2 milioni (serviranno per ristrutturare il Tettuccio e concentrarvi sia idropinica che benessere una volta dismesso lo stabilimento Excelsior), il termine rimane prorogato al 31 dicembre 2015.

«L’unica strada – ribadisce Raffaelli – è quella di vendere il patrimonio immobiliare non funzionale per poi ripartire da zero». E non si esclude, perciò, neppure la vendita di una parte, o in toto, dell’Excelsior, una volta che perderà la sua funzione di centro benessere dell’azienda. Qualcuno vocifera da tempo che lo stabilimento potrebbe essere trasformata in un albergo di lusso.

«Ringrazio Michele Pellegrini e Franco Arizzi – ha dichiarato l’amministratore unico delle Terme – che sono presenti qui oggi, per la consulenza a titolo puramente volontario che stanno prestando all’azienda». L’avvocato Arizzi ci scherza su: «Fino a quando ci sarà Raffaelli non rimetterò nemmeno una notula».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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