Il dolore
Padule: eletto il nuovo Cda del Centro di Ricerca
Larciano, il primo intervento della Provincia: «Nessuna chiusura ma la volontà di rilanciare un'esperienza che è patrimonio di tutti»
LARCIANO. Mentre fuori le persone manifestavano pro o contro l’esperienza del Centro di ricerca, al suo interno si svolgeva una riunione decisiva per il futuro dell’istituzione. Quella che ha al rinnovo del Cda dell’ente.
«Nessuna chiusura – si legge sulla nota della Provincia (una delle istituzioni rappresentate nel centro) – ma la volontà di rilanciare un'esperienza che è patrimonio di tutti, attraverso un rinnovato e forte impegno da parte degli enti locali e con la collaborazione delle associazioni agricole, ambientaliste, ittico venatorie e del mondo universitario, per una gestione ottimale del Padule di Fucecchio e del Lago di Sibolla, aree umide di interesse nazionale e internazionale. È la proposta che la Provincia e i Comuni associati hanno portato all'assemblea ordinaria dei soci ai fini della salvaguardia del Centro Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio».
All'ordine del giorno, come detto, le elezioni per il rinnovo dei membri del Consiglio di Amministrazione che, adesso risulta composto dal presidente della Provincia di Pistoia; dai sindaci dei Comuni di Monsummano, Pieve a Nievole, Fucecchio e Cerreto Guidi; da Sabrina Marconi per le associazioni ambientaliste; da Stefano Fedi per le associazioni agricole; da Vilmo Aluigi per le associazioni venatorie e ittiche e, in rappresentanza delle istituzioni scientifiche, dalla dottoressa Francesca Romana Dani.
«Un nuovo Cda quindi – continua la nota – nel quale la parte pubblica è rappresentata in prima persona dal presidente della Provincia e dai sindaci dei Comuni, per un impegno che assicuri una continuità di gestione e un effettivo rilancio, anche attraverso la ricerca di nuove forme con le quali il Centro possa auto-finanziarsi. A fronte dei tagli pesantissimi al bilancio provinciale e dell' impossibilità della Provincia - interessata anche dalla riforma istituzionale e da una complicata fase di riorganizzazione delle funzioni e del personale - di provvedere nel 2015 al rinnovo della convenzione con il Centro, è stata sottolineata la necessità di un cambio di prospettiva, perché non vada disperso il patrimonio che il Centro rappresenta. La mutata situazione normativa e finanziaria richiede oggi un impegno collettivo e un lavoro di squadra, che veda il diretto coinvolgimento dei rappresentanti delle amministrazioni locali e una rinnovata e profonda collaborazione con le associazioni e il mondo scientifico, affinché si possa trovare il giusto punto di equilibrio per governare in maniera ottimale l'area umida del Padule e affinché il Centro possa diventare un punto di riferimento fondamentale per politiche condivise di sviluppo e valorizzazione del territorio».
«A tale scopo – chiude la nota della Provincia – il nuovo Consiglio d'Amministrazione lavorerà da subito a riscrivere lo statuto e a rivedere la struttura del Centro, con l'obiettivo di consolidare e semmai ampliare le funzioni e le attività che esso svolge, nell'ottica non solo della ricerca scientifica, ma anche della valorizzazione turistica ed economica dell'area umida e di tutto il territorio».
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