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Larciano, presidio ambientalista davanti al Centro di ricerca del Padule

Una sala del Centro di ricerca del Padule di Fucecchio a Castelmartini
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Una sala del Centro di ricerca del Padule di Fucecchio a Castelmartini

Sul pericolo di chiusura anche un’interrogazione al governo dei parlamentari di Sel

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LARCIANO. Stamani a partire dalle 9,30, in occasione dell'assemblea dei soci del Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio, si terrà un presidio di fronte al Centro Visite di Castelmartini organizzato dal comitato spontaneo “Salva il Padule, salva il Centro”.

«La manifestazione - scrive il rappresentante del comitato Federico Maltagliati - avrà luogo in contemporanea con l'assemblea del Centro di Ricerca, che potrebbe decretare la fine di un'esperienza che dura da oltre 20 anni. Due decenni di buona gestione pubblica di un bene comune di grande valore. Facciamo pesare la volontà di cittadini e associazioni che ritengono che sia importante mantenere in vita il Centro, con tutto il suo staff e le numerose attività scientifiche, didattiche e culturali che porta avanti. Per questi motivi chiediamo la più ampia partecipazione per sostenere il Centro e scongiurare, con la nostra presenza, la fine di questa esperienza».

Durante il sit-in, all'interno dell'assemblea Legambiente e Wwf presenteranno al consiglio di amministrazione del Centro la proposta di prorogare di un anno l'attività dell'organismo, proprio per evitare l'affidamento a privati della gestione del Padule.

E il caso del Centro di Ricerca arriva anche in Parlamento. I deputati Marisa Nicchi, Serena Pellegrino e Filiberto Zaratti, di Sel, hanno infatti presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Ambiente. Chiedono al governo «se non ritenga di intervenire al fine di ampliare, sulla base di criteri tecnici, l'estensione delle aree protette (che attualmente interessano appena il 10% dell'area)». E se non ritenga di intervenire «a favore della salvaguardia dell'esperienza del Centro di Ricerca, documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio (Onlus), che ha rappresentato negli ultimi venticinque anni il motore delle azioni di conservazione e delle attività di ricerca, culturali e promozionali a favore del Padule».

«La morte del centro - commentano - potrebbe provocare l'entrata in campo di soggetti portatori d'interessi privati, rispetto ai quali non v'è garanzia alcuna del perseguimento del bene comune».

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