Il Tirreno

Montecatini

Un “Cappellaio matto” per gestire il Bar Biondi

di Giovanna La Porta
Un “Cappellaio matto” per gestire il Bar Biondi

Madre e figlie del locale di via don Minzoni rilevano l’attività dello storico locale L’intenzione è quella di aprire nel fine settimana. Arredamento non stravolto

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MONTECATINI. A Montecatini, si sa, i segreti hanno le gambe corte. Così è bastato l'articolo del Tirreno a scatenare una gara su Facebook a chi scriveva prima il nome dell'imprenditore che ha deciso coraggiosamente di rilanciare il "Ground zero" che grida vendetta in piazza del Popolo, al posto di quello che ormai è diventato il ricordo sbiadito del caffè Biondi. È l’azienda “Il cappellaio Matto”, lanciata nell’aprile scorso al posto del vecchio bar Impero della vicina via don Minzoni con un laboratorio di pasticceria. La famiglia proveniente da Ponte Buggianese riaprirà i battenti dell'antico caffè di piazza del Popolo venerdì o, al più tardi, nel fine settimana. Il contratto è stato stipulato per 6 anni, rinnovabile per altri 6. Non sarà, perciò, un’apertura in stile “meteora” come è già accaduto lo scorso anno nel mese di dicembre (con chiusura definitiva la notte del 6 gennaio).

Il "Cappellaio Matto" è gestito da due giovani sorelle, Loredana e Alessia Rosellini, di 24 e 27 anni, di Ponte Buggianese. A rivelare qualche dettaglio in più è la madre, la signora Marta: «E’ una corsa contro il tempo, abbiamo molto da fare, anche perché dobbiamo nel frattempo lavorare per mandare avanti il negozio di via don Minzoni. Crediamo fortemente in questo progetto, non possiamo fare altro che incrociare le dita». Il “Cappellaio matto” è un personaggio inventato da Lewis Carrol nell’ambito della fiaba “Alice nel paese delle meraviglie”. Al quale viene attribuito il famoso aforisma: “I matti sono i migliori”. E in effetti, viene da dire, in tempi come questi occorre un pizzico di follia, unita a una buona dose di coraggio, per lanciarsi in avventure imprenditoriali come quella che Montecatini attendeva da tempo.

Avete effettuato lavori di riammodernamento? Dobbiamo aspettarci lo stile con il quale avete caratterizzato l’altro esercizio? «Assolutamente no. È un caffè è storico, non può essere stravolto. E non vorremmo mai cambiare il look del locale». Avete già fissato l’inaugurazione? «Speriamo di farcela per venerdì. Non è semplice ma ce la mettiamo tutta. Le mie figlie sono appassionate di questo lavoro e io pure. La tradizione, che manterremo, si mescolerà con gli elementi nuovi e richiesti del cake design, cupcaker, muffin, dolci decorati in pasta di zucchero. La pasticciera è mia figlia Loredana, noi tutti le diamo una mano».

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