Il Tirreno

Montecatini

ambiente

Padule, un anno di proroga per il Centro di ricerca

di Luca Signorini
Padule, un anno di proroga per il Centro di ricerca

La proposta delle associazioni ambientaliste in attesa di una svolta imprenditoriale della gestione. Presidio a Castelmartini

3 MINUTI DI LETTURA





LARCIANO. Si decide sabato il futuro del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio. Al Centro visite di Castelmartini è in programma l'assemblea dei soci che compongono la Onlus, nata nel 1996 soprattutto per volere della Provincia di Pistoia, ente promotore.

Una riunione che potrebbe sancire la definitiva chiusura dell'organismo, con la gestione del Padule da affidare magari in seguito a una cooperativa privata. Nell'occasione Legambiente e Wwf, che sono rappresentati in consiglio, presenteranno una proposta di “protocollo d'intesa finalizzato a dare una prospettiva di tutela e valorizzazione del Padule di Fucecchio e delle aree umide limitrofe”: un documento che ha l'obiettivo principale di non disperdere il lavoro ventennale del Centro, dei suoi due dipendenti e dei tanti collaboratori (guide ambientali, ricercatori, studiosi) che vi collaborano assiduamente con contratti a progetto.

Le due associazioni vogliono “impegnare” il consiglio d'amministrazione (formato dalla Provincia, da quattro Comuni a rotazione, dal mondo venatorio, dei proprietari e agricoltori, scientifico e ambientalista) a “rinnovare per il 2015 sia la gestione della riserva alla Onlus, sia il concordato gratuito dell'immobile di Castelmartini (costruito poco più di un anno fa con soldi pubblici, ndr)”.

Le strade da percorrere nel prossimo futuro per ottenere questo risultato sono “adeguare la Onlus trasformandola in senso sempre più imprenditoriale, rendendola autonoma dai contributi pubblici e incrementando il turismo”, se necessario con “l'instaurazione di un diverso rapporto di lavoro con i dipendenti e i collaboratori e aggiornando lo statuto con l'ingresso di nuovi Comuni (in lizza ci sono Montecatini, Pescia e Buggiano, ndr)”.

Anche perché la chiusura del Centro potrebbe causare “la perdita dei finanziamenti già destinati e dei progetti in cantiere (come la valorizzazione del parco delle Panteraie a Montecatini, ndr)”.

Viene proposta tra l'altro l'elezione di un nuovo consiglio che abbia un presidente di garanzia (che non riceve compenso) “con tempo e voglia di operare” (come un ex sindaco o una personalità di rilievo del territorio). Sta ora alla Provincia e ai Comuni valutare il da farsi.

La spinta per approvare il protocollo d'intesa arriverà anche dai tanti cittadini del comitato “Salva il Padule, salva il Centro”, che sabato dalle 9,30 hanno organizzato un presidio a Castelmartini.

«Presentiamo una proposta meglio formalizzata su cui i soci non hanno trovato un accordo nell'ultima assemblea concedendoci però un rinvio della discussione – spiega Maurizio Del Ministro, presidente Legambiente Valdinievole, nella conferenza stampa tenuta al circolo Arci di Margine Coperta – crediamo che sia impossibile da non accettare, non possono “svuotare” il Centro dei suoi saperi. Confidiamo di trovare un'intesa in un ottica di buon senso, emarginando le posizioni intransigenti di alcuni membri (come Ponte Buggianese e Larciano, ndr). Dobbiamo fare squadra e costruire insieme il futuro, ne va anche dell'occupazione e dell'economia. Quest'esperienza è da copiare e non da distruggere».

«Da fine anni '90 il Padule di Fucecchio è migliorato sotto l'aspetto ambientale e della tutela delle biodiversità – aggiunge Alceste Murri del Wwf – auspichiamo che possa riorganizzarsi e proseguire la sua attività, 20 anni di lavoro non possono essere buttati via dall'oggi al domani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa