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Teatro Verdi, l’offerta dei Cardelli arriva all’ultimo tuffo

Teatro Verdi, l’offerta dei Cardelli arriva all’ultimo tuffo

Al terzo tentativo arriva alle Terme di Montecatini la richiesta d’acquisto per uno dei gioielli dell’azienda. Rinviata invece l’autorizzazione alla stipula del mutuo. In vendita il Parco regio

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MONTECATINI. Al terzo tentativo e allo scadere dei termini (mezzogiorno di ieri) la famiglia Cardelli ha messo dentro una busta la parola “stop” al tira e molla sul teatro Verdi, che con ogni probabilità (e nonostante il tentativo di inserimento last minute nell’affare da parte della società romano - montecatinese “Padulette”) porterà alla stipula dell’atto di vendita da parte delle Terme entro la fine dell’anno. Un’accelerata necessaria, in primis, per far quadrare il bilancio 2014 della società di viale Verdi. Brusca frenata, invece, sulla firma del nuovo contratto di mutuo con le banche finanziatrici: se ne riparlerà a gennaio, per la prossima assemblea dei soci. E si è parlato anche della possibile vendita del “parco regio”, l’area a verde che circonda il monumento ai Caduti in viale Verdi.

Marcia trionfale al Verdi. La struttura, gestita dalla famiglia Cardelli dal 2006, è stata messa in vendita per 1,6 milioni di euro: uno “sconto” sostanzioso rispetto ai due precedenti tentativi fatti dalle Terme nel 2012, entrambi andati a vuoto e che prevedevano una base d’asta di 2,2 e 2 milioni di euro. Offerta sul filo di lana. I Cardelli hanno aspettato lo scoccare del mezzogiorno (termine ultimo per la presentazione delle manifestazioni d’interesse) per percorrere le poche decine di metri che separano il teatro dalla Palazzina Regia. Ma alla fine hanno scelto di fare il grande passo, contribuendo in maniera determinante anche a “salvare” i conti delle Terme. «Se l’offerta sarà ben formulata – dice l’amministratore unico della società, Fabrizio Raffaelli – conto di firmare l’atto di vendita entro la fine del 2014: ci sono esigenze di bilancio che lo impongono…».

Stecchini tra le ruote. All’ultimo tuffo ha cercato di inserirsi nell’affare l’Immobiliare Padulette, srl dal nome “nostrano” ma con sede romana. Lunedì ha scritto una lettera alle Terme lamentandosi di non aver avuto un regolare accesso alla documentazione necessaria per formulare la sua offerta (planimetrie, contratti d’affitto, collaudi, agibilità, lavori eseguiti). Raffaelli taglia corto: «Si tratta di richieste senza senso che partono da una interpretazione sbagliata. La nostra non è una società pubblica e non risponde alle regole degli appalti degli enti pubblici. La documentazione segnalata nel bando era tranquillamente consultabile in società e se avessero voluto li avremmo accompagnati anche a visitare la struttura. Le altre richieste (per esempio le fatture relative ai lavori) avrebbero invece dovuto farle ai gestori del teatro».

Due rinvii. L’assemblea dei soci di ieri ha rimandato l’autorizzazione a sottoscrivere il mutuo da 8 milioni con le banche «Abbiamo necessità di fare ulteriori approfondimenti, ma comunque non sono preoccupato in quanto ne abbiamo già parlato con i finanziatori e ci rivedremo a gennaio», dice Raffaelli) e prorogato al 31 dicembre 2015 i tempi per l’aumento di capitale da 1,2 milioni (che serviranno per ristrutturare il Tettuccio) da parte del Comune. I soci hanno inoltre dato l’autorizzazione alla vendita dei giardini adiacenti la Palazzina Regia.

David Meccoli

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