Sicurezza
La scuola della calzatura per il rilancio del settore
Accordo sottoscritto da Provincia, Camera di Commercio e Confindustria: partirà nel 2015 e formerà addetti alla manovia, al taglio e all’aggiunteria
MONSUMMANO. Partirà nella primavera 2015 la “scuola della calzatura” per formare addetti alla manovia (tomaie, suole e tacchi da assemblare, levigare, smerigliare, lucidare e scatolare), al taglio e all'aggiunteria.
E' un «documento d'intenti” sottoscritto da Comune, Provincia di Pistoia, Camera di Commercio e Confindustria che “lancia” il progetto di “potenziamento delle attività e delle misure a sostegno del sistema integrato di servizi per il settore calzaturiero". Le “lezioni”, rivolte ai lavoratori da ricollocare all'interno del comparto e ai giovani che si avvicinano a questo mestiere (indicati dal Centro per l'impiego), si svolgeranno al Centro di Eccellenza e Qualità di via Lama, in uno spazio che nel giro di qualche mese verrà allestito con le attrezzature necessarie. Sono però direttamente coinvolte anche le aziende che hanno più di altre investito nella qualità e nelle nuove tecnologie: all'interno di alcuni stabilimenti si terranno infatti “prove” pratiche ad alta professionalità.
«Fin dall'estate stiamo incontrando tutti gli imprenditori del territorio, perché la “scuola” non è una cosa calata dall'alto, le realtà produttive saranno parte attiva del progetto, l'idea è quella che siano proprio le ditte a stabilire le priorità e gli ambiti di azione», spiega Federico Bartoli, presidente sezione calzatura Confindustria Pistoia. «Questa è una parte iniziale di un programma preciso di sviluppo - aggiunge il sindaco Rinaldo Vanni - è un impegno congiunto tra enti pubblici e associazioni di categoria per intervenire in concreto con l'obiettivo di mantenere, consolidare e sostenere il comparto. Ci proponiamo di rilanciare il settore moda a livello di Valdinievole e non solo».
Il Ceq, dalla sua nascita nel 1998, è stato concepito con compiti di formazione per maestranze specializzate alle prese con le prove fisico-meccaniche e di solidità del colore di cuoio e pelle per vari usi. A gennaio, tra l'altro, entrerà in funzione il nuovo laboratorio chimico (che sarà utilizzato anche dalle aziende di materie plastiche) che ha lo scopo «di individuare le sostanze nocive nei materiali utilizzati per la produzione di una scarpa, di formare addetti all'incollaggio e migliorare il risultato finale del prodotto». Poi sarà la volta della “scuola della calzatura”, proposta annunciata al Forum di Villa Martini convocato a fine ottobre.
«Abbiamo firmato un passaggio determinante per questo settore economico - spiega Stefano Morandi, presidente Camera di Commercio Pistoia - non ci sono più i numeri di qualche anno fa, ma il calzaturiero resta una filiera importante per tutto il nostro territorio, che mantiene grandi prospettive di sviluppo. Abbiamo fatto squadra, ribadiamo la nostra presenza al fianco delle aziende». Così la presidente della Provincia Federica Fratoni: «L'imprenditorialità deve accompagnarsi a un impegno concreto delle istituzioni, perché il calzaturiero ha grandi potenzialità e professionalità che non possono essere disperse. Il “documento d'intenti” è un elemento di fiducia e di speranza nel futuro». Il fascicolo vidimato mira a promuovere il know how di un territorio, attrarre investimenti, contrastare la disoccupazione, potenziare la ricerca. Prova a infondere coraggio a un settore colpito ma non affondato dalla crisi.
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