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bande in azione

Agguato sotto casa per rapinare l’incasso

di Luca Signorini
Agguato sotto casa per rapinare l’incasso

Due banditi armati di coltello attendono di notte a Ponte Buggianese il rientro di un barista del Gambrinus di Montecatini. Miravano all’incasso del locale ma il colpo va a vuoto

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di Luca Signorini

PONTE BUGGIANESE

Er. ano in due, silenziosi, con i volti celati sotto passamontagna neri. Uno brandiva un coltello, ma hanno agito in simultanea. Tiziano Zanobini, 41 anni, capobarman del Gambrinus Cafè in viale Verdi a Montecatini, sceso dall'auto si è sentito sfilare il borsello con portafogli e documenti e, alle spalle, anche la borsa porta computer. Tutto in un attimo, nel buio della notte. Poi i balordi sono fuggiti lesti a piedi verso la campagna.

È successo intorno alle 3,30 di domenica 14 dicembre in via Arrigo Sorini, una traversa di via Buggianese nella frazione di Casabianca. Zanobini aveva appena spento il motore della sua macchina e stava per tornare da moglie e figlia, in un appartamento all'interno di un condominio che si trova proprio di fronte al parcheggio dove è avvenuta la rapina. Magro il bottino per i malviventi (oltre al computer, una banconota da 50 euro), che non hanno aggredito e frugato l'uomo, che aveva due cellulari nella tasca del giubbotto, una catenina d'oro al collo, alcuni braccialetti. Tanto lo spavento per il barista, che ha subito sporto denuncia ai carabinieri di Montecatini. «La persona che mi si è parata davanti, quella con il coltello, mi ha intimato “Dammi la borsa'” e credo di aver riconosciuto un accento dell'est, ma è solo una mia supposizione, non ne sono sicuro - racconta Zanobini - contemporaneamente qualcuno da dietro prendeva il computer. Non mi ero accorto che c'era un altro uomo alle mie spalle. In un momento sono poi spariti in direzione dei campi dietro il palazzo dove abito. E io sono rimasto lì, in stato di shock».

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È probabile che i due rapinatori puntassero a sottrarre l'intero incasso di una serata del Gambrinus, ma hanno sbagliato obiettivo. Questo spiega il perché non si sono curati dei cellulari e dei braccialetti. Si fa largo l'ipotesi degli inquirenti che i banditi avessero più volte osservato i movimenti del quarantenne, l'orario e il tragitto che la vittima designata era solito fare per tornare a casa dal posto di lavoro. Forse uno dei due attendeva nel parcheggio mentre l'altro lo avvertiva del bersaglio in arrivo. «È possibile che nelle settimane e nei giorni scorsi avessero seguito il mio percorso, ma io non ho la responsabilità della cassa quando chiudiamo il servizio», afferma Zanobini. È il secondo colpo nel giro di poco più di un anno ai danni di un dipendente del locale di Montecatini. Il primo nel settembre 2013: quella volta un uomo che si era finto normale cliente, a fine serata si alzò d'improvviso da un divanetto e andò verso la cassiera sottraendogli il guadagno appena riposto in un contenitore, scappando poi verso la pineta. Il carico di contante prelevato fu di circa 5mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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