Sicurezza
Protezione civile esclusa ma continua a gestire il rifugio
PESCIA. Si sentono “esautorati” da un ruolo che hanno ricoperto per anni con passione e sacrificio, i volontari dell'associazione protezione civile di Pescia, che puntualizzano di non provare...
PESCIA. Si sentono “esautorati” da un ruolo che hanno ricoperto per anni con passione e sacrificio, i volontari dell'associazione protezione civile di Pescia, che puntualizzano di non provare “rabbia” nei confronti della decisione dell'amministrazione di volere ricostituire il gruppo comunale di protezione civile, ma solo una grande amarezza. «Prima eravamo l'ingranaggio – dichiara Marco Danti – ora ci viene chiesto di essere solo un dente dell'ingranaggio. Da sempre abbiamo portato avanti l'intera macchina della protezione civile, oggi ci viene chiesto solo di partecipare, quando per anni abbiamo avuto un ruolo da protagonisti a Pescia e fuori». È come se venisse meno l'identità di un gruppo, spiega Danti, che oggi appare solido, ma che ha dovuto lavorare duramente per diventare coeso. L'associazione, ad ogni modo, continuerà gestire il rifugio dell'Uso di Sotto, ma non sarà il loro unico impegno. «Stiamo cercando di capire quale ruolo ritagliarci, ne stiamo discutendo insieme, dopo di che torneremo operativi».
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