Sicurezza
Degrado alla stazione, la scuola è in prima linea
Il preside Fontanelli: «A Pescia collaboriamo con le forze dell’ordine e facciamo opera di prevenzione educando alla legalità i nostri ragazzi»
PESCIA. Aggressioni ai controllori, vandalizzazione dei treni, attraversamento selvaggio dei binari. La stazione di Pescia diventa, ogni giorno di più, teatro di brutte storie. E i protagonisti, in molti casi, sono ragazzi, studenti, ma anche soggetti che pur non frequentando più la scuola o non avendola mai frequentata, gravitano attorno a quel mondo, in molti casi destabilizzandolo.
La scuola è consapevole di quel che accade e tenta in tutti i modi di contrastare i fenomeni legati alla violenza e alla sottocultura del bullismo, pur incontrando molte difficoltà. Lo racconta Massimo Fontanelli, preside degli istituti Marchi e Sismondi-Pacinotti, entrambi situati a pochi metri dalla stazione ferroviaria.
«Da diversi anni collaboriamo con le forze dell'ordine – spiega Fontanelli - e quando c'è qualcosa che non va interveniamo. Svolgiamo attività di prevenzione, organizzando degli incontri dedicati e il nostro regolamento scolastico prevede la possibilità di sanzionare i comportamenti violenti anche quando sono attuati fuori dalla scuola, se coinvolgono studenti». Ma anzitutto quello che tenta di fare la scuola è «educare alla legalità».
In entrambi gli istituti, infatti, sono stati nominati due insegnanti referenti della legalità. Una di loro, Cristina Brancati, sottolinea la necessità di educare i ragazzi alla civiltà, che poi è anche una delle principali funzioni della scuola, ma anche le famiglie dovrebbero vigilare.
«I genitori ci chiedono aiuto – spiega la Brancati – ma in molti casi delegano alla scuola ogni responsabilità, quando certe buone regole dovrebbero essere prima di tutto apprese a casa». Ma come vanno scoraggiati i comportamenti violenti? «La punizione deve servire a recuperare i ragazzi – secondo il preside Fontanelli – ecco perché noi evitiamo la sospensione come punizione. Tenerli a casa, infatti, non serve. Noi cerchiamo di coinvolgerli in lavori socialmente utili oppure gli facciamo svolgere attività di volontariato alla Pubblica Assistenza, con la quale abbiamo sottoscritto un'apposita convenzione». Ma la scuola non può essere lasciata sola in questo delicato compito. Gli operatori scolastici sottolineano la necessità che anche le istituzioni intervengano in maniera efficace. «Contesti così a rischio come quello delle stazioni ferroviare, soprattutto Pescia e Montecatini frequentate da migliaia di studenti, andrebbero presidiate – evidenzia Patrizia Perulli, vicepreside al Marchi – non solo dal personale ferroviario, ma anche dalla polizia». La Polfer, invece, non è presente né a Pescia né a Montecatini e neppure a Pistoia. Secondo gli insegnanti anche rivalutare la zona della stazione, potrebbe fungere da deterrente.
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