Gioco
Viaggio nel degrado intorno alla stazione
Dov’è stato trovato il corpo di Cherubina Benedetti erba alta, buio e nessuna telecamera. Il sindaco: spetta alle Ferrovie
MONTECATINI. È buio e il freddo si fa sentire quando cerchiamo di ripercorrere la strada fatta sabato sera da Cherubina Benedetti, l’ottantaseienne che è stata trovata priva di vita martedì verso l’ora di pranzo, distesa su un binario morto nei pressi della stazione principale.
Più o meno è l’ora (tardo pomeriggio) in cui l’anziana, che si era allontanata da casa per andare a gettare la spazzatura, è arrivata in piazza Italia, forse a bordo di un pullman di linea, dato che le “tracce” seguite dalle unità cinofile si erano interrotte proprio alla fermata dei bus di corso Matteotti. «Fino alle 18,30-19 qui c’è sempre qualcuno, autisti che smontano, persone che scendono alla fermata dei pullman: strano che nessuno l’abbia vista», ci dice un dipendente dell’azienda Lazzi.
Proprio di fianco alla stazione, infatti, c’è un’area data in concessione alla società dei trasporti. E Cherubina potrebbe proprio aver preso la strada che dal piazzale porta alla rimessa dei pullman. Chissà, forse attratta dalle tante luci che illuminano il fabbricato. Luci che però, dopo qualche metro, si interrompono, per lasciare spazio a quella che è da tutti riconosciuta come una “terra di nessuno”. O meglio, di “qualcuno”, rom e balordi di ogni genere che spesso (sempre?) passano qui, tra edifici semiabbandonati e binari inutilizzati, le loro giornate.
«Basta stare qua qualche ora e da dietro quegli alberi esce tanta gente strana», dice l’addetto al check-point dei bus. Ma stavolta non è una storia di furti o rapine: sul cadavere della donna non sono stati trovati segni di violenza. E comunque un’anziana sola, vestita con tuta e pantofole e con in mano ancora i sacchetti vuoti dell’immondizia, quella sera dal check-point non l’hanno vista. Poco dopo la rimessa dei bus la strada, senza sbocco, diventa stretta, ma in fondo c’è uno slargo (si nota anche dal ponte dello svincolo dell’A11), dove i pullman fanno manovra e tornano indietro. È lì che il corpo senza vita della signora Benedetti è stato visto da un autista. Sulla rete di recinzione si notano almeno un paio di aperture (forse provocate da chi da quelle parti ci passa la notte, o forse da alcuni operai), le stesse utilizzate probabilmente dall’anziana per entrare nell’area dei binari morti.
«L’intera zona – specifica il sindaco Giuseppe Bellandi – è di proprietà delle Ferrovie, che in parte l’hanno data in concessione alla Lazzi. Un’area che le Ferrovie potrebbero tenere più pulita, con l’erba più curata, magari anche più illuminata e videosorvegliata. In questo caso non ci sono colpe specifiche, siamo di fronte al dramma della vecchiaia, di una donna sola e confusa che si è ritrovata in un posto sconosciuto, al buio e si è persa».
David Meccoli
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