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Iaia Forte interpreta Tony Pagoda

Iaia Forte
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Iaia Forte

A Lamporecchio va in scena "Hanno tutti ragione" tratto dal romanzo di Paolo Sorrentino

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LAMPORECCHIO. Secondo appuntamento per la stagione di prosa del teatro Comunale, organizzata e promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione Teatrale Pistoiese. Tocca Lamporecchio sabato 13 dicembre (alle ore 21) l’importante tournée dello spettacolo “Hanno tutti ragione”, adattamento dell’omonimo romanzo di Paolo Sorrentino, con una straordinaria Iaia Forte nel ruolo di Tony Pagoda, cantante napoletano all’apice della carriera nella New York degli anni ‘50, immortalato mentre aspetta di tenere il concerto più importante della sua carriera, al Radio City Music Hall davanti a Frank Sinatra. Impressionante il lavoro sul corpo, sul gesto, sulla psicologia del personaggio, svolto dall’attrice, che sfodera anche una poderosa grinta vocale. Lo spettacolo ha conquistato il pubblico italiano ed è stato acclamato dalla critica. Con questo lavoro Iaia Forte, pluripremiata attrice italiana, torna a lavorare con il regista Sorrentino dopo l’Oscar ottenuto con “La grande bellezza”.

“L’idea di mettere in scena il protagonista del romanzo di Paolo Sorrentino – commenta Forte -– mi è venuta per innamoramento. Avevo letto in pubblico due capitoli del libro in occasione del premio letterario di Fiesole e il piacere di incarnare Tony Pagoda e di dare suono alla bellissima lingua del libro è stato tale, che mi ha fatto desiderare di farne uno spettacolo. Questo cantante cocainomane, disperato e vitale, è una creatura così oltre i generi che può essere, a mio avviso, incarnato anche da una donna. Mi piace immaginare che il ghigno gradasso di Pagoda nasconda un’anima femminile, un anelito a un’armonia perduta. E poi, semplicemente, il teatro è, per fortuna, un luogo dove il naturalismo può essere bandito, e i limiti della realtà espandersi”.

Lo spettacolo è concepito come un concerto, in cui i pensieri del cantante nascono nell’emozione di esibirsi davanti a Sinatra. In una sorta di allucinazione del sentire provocatagli dall’alcool e dalla cocaina, Pagoda, mentre canta, è attraversato da barlumi di memoria, illuminazioni di sé, “struggenze” d’amore, sarcastiche considerazioni partorite tra le note delle canzoni.

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