Il dolore
CENTRO PADULE, SALVARLO È LA PRIORITÀ
di ALDO MORELLI* La prima questione che i sindaci avrebbero dovuto porsi doveva essere quella, sia pure alla luce delle novità normative e non solo, della salvaguardia dell'esperienza più che...
di ALDO MORELLI*
La prima questione che i sindaci avrebbero dovuto porsi doveva essere quella, sia pure alla luce delle novità normative e non solo, della salvaguardia dell'esperienza più che ventennale del Centro di documentazione del Padule di Fucecchio. Partendo da un presupposto inoppugnabile: il Centro rappresenta per il ruolo svolto in questi anni una eccellenza culturale, ambientale e turistica per la Valdinievole, prima ancora che regionale e nazionale, invece siamo di fronte, come è stato scritto, ad un "fuggi fuggi dei Comuni" in specifico proprio quelli della Valdinievole senza nessun vero progetto alternativo.
Non credo si possa sostenere davvero che il mancato introito di poche decine di migliaia di euro (40.000 quelle degli ultimi anni) prima garantite dalla Provincia sia di per sé sufficiente a giustificare il rischio di chiusura di una struttura che è stata titolare di importanti progetti regionali e comunitari, ad esempio sulle rotte migratorie, che hanno dato un contributo essenziale allo studio, la ricerca, la salvaguardia e valorizzazione del Padule di Fucecchio. Forse in troppo pochi si ricordano le condizioni di abbandono, di degrado e inquinamento in cui versava il Padule di Fucecchio negli anni'80, situazione per cui nacque la Riserva naturale del Padule di Fucecchio e il Centro stesso e la cui azione insieme a quella della Provincia, dello stesso Consorzio di Bonifica hanno consentito una vera politica di salvaguardia dell'area umida interna più importante di Europa. E va dato atto al Centro di aver saputo, sia pure con risorse limitate, coinvolgere esperti e professionalità, a partire dalle Università, che sono stati supporto fondamentale alle azioni che vari soggetti pubblici, ma anche privati, hanno poi sviluppato su quel territorio. Tutto ciò unito alla importante azione di divulgazione didattica che il Centro ha svolto nei confronti di migliaia di ragazzi, azione determinante per lo sviluppo di una solida coscienza ambientale nelle nuove generazioni unico vera azione per la conservazione e la salvaguardia di beni ambientali come questi.
La salvaguardia del Centro poi, a mio avviso, rappresenta una questione di rilevanza regionale e la stessa Regione Toscana deve necessariamente farsene carico e in questa ottica insieme al collega Gianfranco Venturi presenteremo una specifica interrogazione in Consiglio Regionale.
*Consigliere regionale
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