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la denuncia di Fiore (la destra)

Ai medici ospedalieri la ricetta elettronica piace davvero poco

Ai medici ospedalieri la ricetta elettronica piace davvero poco

PESCIA. Alcuni medici ospedalieri di Pescia non sembrano avere accolto con entusiasmo la rivoluzione digitale che ha investito la sanità, prevedendo tra le altre cose, anche l'avvento della...

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PESCIA. Alcuni medici ospedalieri di Pescia non sembrano avere accolto con entusiasmo la rivoluzione digitale che ha investito la sanità, prevedendo tra le altre cose, anche l'avvento della cosiddetta ricettazione elettronica. Si tratta della sostituzione della tradizionale ricetta rossa cartacea con un codice che il paziente dovrà fornire al farmacista e che in Toscana, a differenza di altre regioni, ha previsto il coinvolgimento, oltre che dei medici di famiglia, anche di quelli ospedalieri.

«Una metodica farraginosa – la definisce Giuseppe Fiore, medico del Cosma e Damiano e segretario provinciale della Destra - che interferisce pesantemente con i tempi dedicati all'assistenza, già abbondantemente saccheggiati da una serie infinita di adempimenti burocratici. E che vorrebbe trasformare i medici ospedalieri in medici della mutua. Con tutto il rispetto della categoria, se avessimo voluto intraprendere tale strada, l'avremmo fatto da giovani. La continuità diagnostico-terapeutica dei pazienti è a carico del medico di base, l'ospedaliero svolge il ruolo di consulente e quindi avrà il compito di "consigliare" una terapia che sarà poi prescritta dal curante solo se e quando da lui condivisa. Stesso discorso vale per esami ed accertamenti che, allo stesso modo, il consulente "consiglierà" ma che saranno prescritti dal curante qualora egli condivida il percorso indicato dallo specialista. Tutto ciò perché si riconosce correttamente al curante la conoscenza globale del paziente derivante dalla continuità assistenziale». Anche in merito ai potenziali risparmi di cui sarà portatore il nuovo sistema, Fiore manifestare qualche perplessità “Per il momento la ricettazione elettronica sta comportando notevoli costi per la sanità regionale – sottolinea Fiore - sicuramente è un business enorme per i gestori informatici a cui è stato affidato il servizio. Pensiamo, anche solo come esempio minimo, al costo di 6-7 euro per ogni tessera elettronica di cui sono state forzatamente dotate tutte le migliaia e migliaia di medici di ogni ordine e grado operanti a vario titolo con il sistema sanitario regionale».

Maria Salerno

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