Sicurezza
L’Asl fa chiudere la piscina Marchi, dal Comune solo silenzio
FdI all’attacco: «Già da novembre chiedevamo chiarimenti sull’esistenza di problemi, ma senza ricevere risposte»
PESCIA. Era successo appena poche settimane fa, ma senza che nessuno comunicasse nulla, se non ai giornali, almeno alla cità, magari attraverso il sito web del Comune. L’unica notizia che emerse in quell’occasione, ma spulciando tra delibere e ordinanze, fu quella della riapertura, ma nessuno aveva mai dato l’annuncio del fatto che la piscina Marchi fosse stata chiusa e, soprattutto, che cosa era successo per portare a quella drastica situazione.
Poi tutto è finito nel dimenticatoio, travolto dallo scorrere degli eventi. Fino a quando la scena non si ripete. La piscina è stata chiusa, una decisione presa dalla Provincia, proprietaria del complesso, sulla base di un rapporto dell’Asl. E anche stavolta, se non fosse stato per quelle poche righe di comunicato arrivate in tarda serata da Pistoia, nessuno ne avrebbe saputo nulla.
Eppure c’era chi aveva provato a chiedere lumi, ma inutilmente. La questione, sia per quanto riguarda la sostanza che per quanto riguarda l’atteggiamento delle istituzioni sul fronte dell’informazione, viene sollevata anche da Fratelli d’Italia An, attraverso il suo referente pesciatino Roberto Franchini.
«La Provincia chiude la Piscina dell'istituto Marchi che da tempo è in gestione a un privato – scrive Franchini – una vicenda che noi abbiamo portato all'attenzione della pubblica amministrazione il 10 novembre. Infatti circolavano voci contrastanti tra i fruitori della piscina su episodi di malori tra persone e ragazzi dopo aver fatto il bagno. Addirittura si parlava di una chiusura imposta dopo un controllo Asl e di una riapertura subito dopo, pare grazie all'intervento del sindaco che, prendendosi la responsabilità, ha permesso la riapertura. Tutto questo avveniva tra il 4 e il 6 novembre. Preoccupati e non certi della veridicità degli episodi il 10 novembre abbiamo spedito una Mail a nome di FdI–An al sindaco per avere spiegazioni. Nessuno ci ha risposto. Abbiamo così deciso di rendere pubblica mezzo stampa la nostra preoccupazione, nella speranza che qualcuno si prendesse carico del problema. cContinuava il silenzio e a tutta risposta vengono eliminati tutti i nostri post sui social network.Nel frattempo, ricevendo continue segnalazioni da diversi cittadini, che ci riferivano che le cose alla piscina continuavano a non andare bene, abbiamo deciso (non ricevendo risposte) di presentare un esposto alla Procura. E proprio quando eravamo pronti a mandarla via, correlata di varie informazioni è arrivata la notizia a mezzo stampa della chiusura della piscina da parte della Provincia su segnalazione dell’Asl».
Nel comunicato citato si faceva anche riferimento a un prossimo incontro con l’amministrazione (martedì) per cercare almeno di riaprire la palestra del complesso.
In ogni caso Franchini sottolinea la gravità della situazione. E sarebbe «ancor più grave, se la decisione della chiusura fosse la conseguenza dei fatti risalenti ai primi giorni di novembre, di cui noi abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco e denunciati pubblicamente. Da allora è trascorso un mese: quanto hanno rischiato i fruitori della piscina? E in particolare i bambini delle scuole? Sindaco chiediamo spiegazioni in merito e invitiamo i consiglieri eletti di portare la nostra richiesta in consiglio comunale. La popolazione deve sapere, ed è grave che per oltre un mese non sia stata data nessuna comunicazione nel merito. Se non riceveremo soddisfazione nell'interesse dei cittadini ci rivolgeremo alle opportune sedi».
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