Sicurezza
Aggrediscono il capotreno e trasformano le carrozze in discoteca
Pistoia: l'episodio sullo stesso convoglio soppresso il giorno prima sempre per un dipendente delle Ferrovie ferito. La banda stavolta ha anche preso possesso del sistema di diffusione sonora “trasmettendo” musica da un lettore mp3
PISTOIA. Esasperata da un gruppo di ragazzi molesti e dalle comprensibili proteste dei viaggiatori, si sente male e viene trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia. È quanto accaduto venerdì 5 alla capotreno del convoglio 3057 – partito da Lucca alle 12,39 alla volta di Firenze Santa Maria Novella – lo stesso dove giovedì 4 è stato aggredito un collega ferroviere.
Secondo una prima ricostruzione, alla stazione di Pescia, mentre il regionale stava per ripartire, un gruppo di ragazzi inizia a disturbare il lavoro dei ferrovieri, cercando di impedire il regolare svolgimento del servizio. I giovani rallentano la ripartenza del treno, mettendosi in mezzo alle porte.
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Il macchinista riesce comunque a ripartire da Pescia e i passeggeri molesti, che nel frattempo sono riusciti ad accedere al sistema di diffusione sonora, disturbano i viaggiatori “trasmettendo” musica da un lettore mp3. La capotreno chiede - tramite la sala operativa di Pisa - l'intervento delle forze dell'ordine, che inizialmente si organizzano per raggiungere il convoglio a Montecatini Terme.
Il macchinista decide quindi di fermarsi proprio lì per attendere la polizia. I passeggeri sono esasperati e lamentano come spesso si verifichino questi inconvenienti su quel treno, come confermano anche da Trenitalia. Lo fanno con la capotreno, che è a sua volta esasperata. Nel frattempo – secondo quanto ricostruito – la polizia chiama il personale di Ferrovie annunciando di non riuscire a intervenire immediatamente.
Quindi il treno riparte da Montecatini Terme e, arrivato a Pistoia, la capotreno si sente male: non se la sente di andare avanti a causa dello stress, così viene trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia. Tra le conseguenza la soppressione del convoglio per il secondo giorno di fila.
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