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L’assessore Peria risponde alle critiche dell’ex ragioniere del Comune di Pescia

Maria Salerno
La giunta di Pescia
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La giunta di Pescia

Il titolare del Bilancio: le nostre stime sono prudenti e le scritture contabili allineate al centesimo. Il Piano di riequilibrio potrebbe essere completato in soli cinque anni

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PESCIA. «Il bilancio di Pescia comincia a vedere il sole dopo aver preso tanta pioggia». Parola di Roberto Peria. L'assessore alle finanze non ha dubbi circa la virtuosità del lavoro svolto finora dagli uffici finanziari del comune per riallineare i conti.

Venerdì scorso, in consiglio, è stato approvato il bilancio di assestamento, un passaggio fondamentale con cui si è chiusa la gestione finanziaria 2014, ma null'affatto semplice e banale. La manovra ha riguardato soprattutto le entrate, ne sono state iscritte a bilancio 241.516,29 euro, ma anche il taglio alle spese, definito dall’assessore «impressionante e capillare» è stato determinante per rimanere in equilibrio.

In ragione di ciò, le accuse, formulate dall'ex ragioniere capo del comune Fabio Rossi circa le presunte criticità di bilancio, per l'assessore sono infondate. A proposito del famoso piano di riequilibrio pluriennale, per esempio, Rossi aveva parlato di “valutazioni errate”, considerando di fatto impossibile per l'amministrazione riscuotere la somma preventivata e risultante dalla lotta all'evasione tributaria.

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Secondo Peria, invece, ad essere errate sono le valutazioni del ragioniere, dal momento che «non si tratta di recuperare un milione e mezzo l'anno dall'evasione, ma all'incirca 600 mila euro, una cifra modestissima coperta dai fondi». Peria rivendica il rigore del proprio operato, che definisce «prudente» e ringrazia coloro che in questo lavoro l'hanno supportato, in primis la dirigente del settore finanziario Antonella Bugliani «che ha salvato il Comune dal dissesto» e che ha contribuito in maniera determinante a quello che lo stesso Peria ha definito «l'assestamento più solido nella storia del comune di Pescia degli ultimi 10 anni».

Secondo l'analisi dell'ex ragioniere, però, la spesa non solo non risulterebbe tagliata, ma addirittura aumentata rispetto al 2012. Peria parla di una spending review di oltre 200 mila euro e che il prossimo anno arriverà a 600 mila rendendo di fatto possibile la riduzione della pressione fiscale sui cittadini su cui quest'anno si è potuto fare poco. «Non abbiamo risolto il problema dell'anticipazione di cassa - ammette Peria - ma dobbiamo ancora incassare la seconda rata della Tasi, della Tari, dell'Imu e adesso anche l'Imu sui terreni agricoli. Si stimano entrate per 3-4 milioni di euro, non è escluso che alla fine dell'anno si potrebbe uscire dall'anticipazione di tesoreria, il che rappresenterebbe un evento straordinario per Pescia».

E il famoso credito che la Asl 3 di Pistoia rivendicava nei confronti del Comune? «Le scritture contabili sono allineate al centesimo – garantisce Peria - non abbiamo nessun debito con la Asl, lo posso certificare». Insomma, nonostante non sia trascorso troppo tempo da quando si parlava di rischio default, i conti del Comune sembrano finalmente essere tornati in forma. Al punto da fare azzardare l'ipotesi di «ricontrattare il piano di riequilibrio pluriennale» dell'amministrazione Marchi (che ha la durata prevista di 10 anni) e provare a chiudere il recupero in 5 anni».
 

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