Attenzione
Raffaelli non si dimette: «Ora le Leopoldine»
L’amministratore chiarisce la sua posizione dopo le polemiche e liquida Ventura. «Un direttore generale? Non è una priorità»
MONTECATINI. Caos mediatico,baraonda, circo, festival e can can: sono queste le colorite espressioni che abbiamo appuntato durante la conferenza stampa che ieri l’amministratore unico delle Terme, Fabrizio Raffaelli, ha convocato per fare chiarezza sul suo futuro, anche alla luce delle ultime voci sulle sue possibili dimissioni e sull’arrivo in società di Arabella Ventura, attuale amministratrice delle Terme di Casciana.
Durante l’incontro è emersa una precisa presa di posizione: «Non ho alcuna intenzione di dimettermi, intendo anzi portare avanti il lavoro fin qui svolto con Giancarlo Sassoli (che ha dato nei giorni scorsi le dimissioni, ndr) e che sta dando i suoi frutti, visto che avremo un bilancio positivo anche nel 2014».
Raffaelli conferma la sua volontà di restare saldo al comando della società: «E’ l’ora di togliere la ciccia dalla brace», dice, a proposito di espressioni un po’ naif. E questo almeno fino alla fine del suo mandato (maggio 2015). E con l’occasione fa anche il punto sulle Leopoldine. «La trattativa con le banche si è chiusa – dice l’Au – e il documento con la sottoscrizione del nuovo mutuo è pronto per essere portato in discussione all’assemblea dei soci, a metà dicembre. Nel frattempo abbiamo portato avanti anche la trattativa con le imprese di costruzione».
Raffaelli preferisce non sbilanciarsi, ma ormai è chiaro che i lavori di realizzazione della piscina termale potranno essere riavviati nei primi mesi del 2015. Tanto più che, sottolinea sempre l’Au, «la Regione ha ribadito il suo impegno negli investimenti in campo termale e io nelle dichiarazioni del presidente Rossi ci ho letto anche il completamento delle Leopoldine». Poiè tornato a parlare di quanto è emerso negli scorsi giorni e del possibile arrivo a Montecatini della Ventura. «Non la conosco – dice – e nessuno me ne ha finora parlato. Le sue dichiarazioni circa le possibili sinergie tra le due città termali sono comunque interessanti. Ma vorrei segnalare un’evidente schizofrenia di questa vicenda: come si può parlare di volontà di fuoriuscire dalla gestione delle società partecipate (e tra queste le Terme) da parte della Regione e contemporaneamente nominare un direttore generale? Certo, la nostra struttura è debole e tali funzioni sono spesso svolte da me stesso, ma ora le priorità per la società sono altre, non la figura del direttore. Un altro consulente? Non c’è bisogno neanche di questa figura».
Raffaelli getta poi acqua sul fuoco sui rapporti con il nuovo assessore regionale Nocentini. «Le battute che avrebbe pronunciato in assemblea sono una leggenda. Ci ha semplicemente chiesto la situazione societaria e le prospettive future, che noi abbiamo tranquillamente fornito. Nessun tono deciso da parte sua, solo richiesta di precisazioni che abbiamo dato». L’Au ci consegna infine la lettera con la quale Sassoli ha dato le sue dimissioni. “Sto vivendo – vi si legge – da più di due mesi una situazione di malessere fisico che mi rende sempre più pesante l’impegno alle Terme. Avevo maturato, pertanto, la decisione di lasciare ben prima del giugno 2015, data di scadenza del contratto, ma avrei, pur con sacrificio, accompagnato la tua positiva azione fino al termine del 2014 per centrare quegli obiettivi che per quella data i eravamo prefissi (pareggio di bilancio, sottoscrizione mutuo, ripartenza Leopoldine). Propositi di conduzione delle Terme che sono emersi dalle parole dell’assessore regionale e la sua pozione sul mio ruolo mi inducono ad anticipare le mie dimissioni”.
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